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Musica, testimonianze ed impegno civile per ricordare la strage di Via D’Amelio

Domani a Selinunte  Davide Shorty, Daria Biancardi, Nick The Nightfly, Jorge Luis Pacheco, Claudio Casisa, Corrado Fortuna e numerosi protagonisti della cultura e dell’informazione daranno voce a una serata dedicata alla memoria e alla giustizia per ricordare il Giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta
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Nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, il Parco archeologico di Selinunte ospita Il Tempo della Memoria, un evento speciale che unisce musica, parole e testimonianze per ricordare il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

A trentaquattro anni da quella tragica domenica del 19 luglio 1992, artisti, musicisti, attori e giornalisti saliranno sul palco, domenica 19 luglio alle ore 21, davanti alle colonne del Tempio E, per dare vita a un racconto corale in cui linguaggi diversi si intrecciano in un unico messaggio: riaffermare i valori della legalità, della responsabilità e della libertà, nel segno della memoria.

L’ attore Claudio Casisa

L’iniziativa è promossa da CoopCulture, in collaborazione con la direzione del Parco archeologico di Selinunte e con la direzione artistica di Fabio Lannino. Hanno aderito con entusiasmo numerosi protagonisti del panorama artistico e culturale siciliano e nazionale: Davide Shorty, Daria Biancardi, Nick The Nightfly, Claudio Casisa, Corrado Fortuna, Silvia Francese, Jorge Luis Pacheco, Antonella Schirò e i giornalisti Gery Palazzotto, Tiziana Martorana, Salvatore Cusimano e Franco Nuccio.

Il giornalista Salvatore Cusimano

Ricordare Paolo Borsellino significa interrogarsi ancora oggi sul valore della giustizia, sul senso della responsabilità individuale e collettiva e sul coraggio di scegliere ogni giorno la legalità. Farlo in uno dei luoghi simbolo della Sicilia rende ancora più forte questo messaggio, riaffermando il ruolo dei siti culturali come spazi vivi di partecipazione, riflessione e cittadinanza.

L’intero incasso della serata sarà devoluto alla Parrocchia Santa Lucia di Castelvetrano, fondata da don Meli, realtà che opera quotidianamente per l’inclusione sociale, l’educazione dei giovani e la costruzione di percorsi di comunità in un territorio che continua a confrontarsi con le conseguenze della presenza mafiosa.

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