Un uomo senza fissa dimora, di presunta nazionalità romena, è morto a Canicattì dopo essere stato colto da un malore riconducibile all’ondata di caldo che da giorni sta interessando l’Agrigentino. L’uomo è stato trovato privo di sensi all’interno della villa comunale e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Barone Lombardo”, dove è deceduto poco dopo.
Secondo il referto medico, il decesso sarebbe stato causato da un arresto cardiocircolatorio provocato dalle temperature estreme. La vittima, che avrebbe circa 50 anni, era conosciuta in città perché, anche durante i giorni più caldi, indossava sempre abiti invernali, compresi giubbotto e cappotto.
Al momento la sua identità resta un mistero. Addosso non aveva documenti, ma soltanto due carte di credito intestate a persone diverse, che si sospetta possano essere state rubate. La salma è stata trasferita nella camera mortuaria del cimitero comunale.
Intanto il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, ha lanciato un appello alla cittadinanza, in particolare alla comunità romena residente in città, affinché possa contribuire all’identificazione dell’uomo.
“Stiamo cercando di risalire alla sua identità. Era una persona molto riservata, si faceva notare soprattutto per il particolare abbigliamento che indossava. Viveva da solo e non infastidiva nessuno. Sappiamo che qualcuno lo chiamava Gabriele, ma riteniamo che non fosse il suo vero nome”, ha dichiarato il primo cittadino.
Corbo ha inoltre assicurato che il Comune è pronto, come sempre, a sostenere le spese del funerale e della tumulazione. L’auspicio, però, è quello di riuscire a dare un nome alla vittima e a rintracciare eventuali familiari.
“Non dobbiamo perdere la speranza di risalire alla sua vera identità e di trovare qualche familiare che possa garantirgli una degna sepoltura nella sua patria. Per questo rivolgo un appello alla comunità romena che vive a Canicattì affinché possa aiutarci a identificarlo. Ogni informazione potrebbe essere determinante per restituire un nome a quest’uomo e permettere ai suoi cari di sapere cosa gli è accaduto”, conclude il sindaco.

