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Appalti ad Agrigento, arresti domiciliari per due imprenditori: sospeso un direttore dei lavori

Due imprenditori agli arresti domiciliari e un ingegnere sospeso dall’incarico di direttore dei lavori negli appalti pubblici. È questo il bilancio dell’operazione eseguita nella mattinata di oggi dalla Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, nell’ambito di un’indagine sulla procedura di gara per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria della strada comunale denominata “Mosella”

Le misure cautelari sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento al termine degli interrogatori preventivi svolti il 13 e 14 luglio 2026. Ai due imprenditori è stata applicata la misura degli arresti domiciliari, mentre nei confronti dell’ingegnere, che ha ricoperto il ruolo di direttore dei lavori dell’intervento, è stata disposta la sospensione dall’esercizio delle funzioni di direttore dei lavori in qualsiasi procedura di appalto pubblico.

Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, tentata induzione indebita a dare o promettere utilità e tentata truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Agrigento, i due imprenditori avrebbero costituito una società formalmente intestata a prestanome ma, in realtà, gestita e controllata dagli stessi. L’obiettivo, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato quello di nascondere la reale titolarità dell’impresa e consentirne la partecipazione alle gare pubbliche, eludendo le norme poste a tutela dell’ordine pubblico economico e della legislazione antimafia.

L’inchiesta ipotizza inoltre un accordo collusivo nella fase di affidamento dei lavori della strada “Mosella”. Gli indagati avrebbero presentato offerte attraverso società a loro riconducibili, alterando la concorrenza e condizionando il regolare svolgimento della gara.

Le indagini si sono estese anche alla fase esecutiva dell’appalto. Secondo la Procura, il direttore dei lavori avrebbe ritardato alcuni adempimenti e l’avvio di specifiche lavorazioni previste dal contratto, inducendo gli imprenditori a conferire un incarico di consulenza per la contabilità dei lavori a una persona a lui legata da rapporti di parentela. Il compenso, secondo l’accusa, sarebbe stato parametrato agli importi via via contabilizzati.

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