Il documento dei sacerdoti della città: sostegno alle attività di controllo e all’impegno della Polizia Locale e del Nucleo Ambientale. «Accanto alle sanzioni serve un forte impegno educativo»
Un appello al rispetto dell’ambiente, del decoro urbano e del bene comune arriva dai sacerdoti della città di Favara, che esprimono il proprio sostegno alle iniziative messe in campo per contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti.
A spingere i sacerdoti a intervenire sono anche le immagini e le segnalazioni relative a cittadini sorpresi ad abbandonare rifiuti lungo le strade e negli spazi pubblici, come evidenziato nell’ articolo di Sicilia Target
Comportamenti che, sottolineano, «feriscono l’immagine di Favara e offendono quanti, ogni giorno, rispettano le regole e contribuiscono, con senso di responsabilità, al bene comune».
Ma la questione, per la comunità ecclesiale, non riguarda soltanto il rispetto delle norme o il decoro della città. La tutela dell’ambiente viene infatti indicata anche come una responsabilità morale e cristiana.
Nel loro intervento, i sacerdoti richiamano l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco e il tema della custodia del creato. Il Pontefice, ricordano, ha parlato anche di «peccati contro la creazione», sottolineando come la cura della «casa comune» rappresenti una responsabilità affidata a ogni persona.
Don Nino Gulli
Da questa prospettiva, l’abbandono volontario dei rifiuti assume quindi, secondo i sacerdoti, una valenza che va oltre la semplice inciviltà. «Abbandonare deliberatamente rifiuti, deturpare gli spazi comuni e arrecare danno all’ambiente – affermano – non rappresenta soltanto un comportamento contrario alle regole della convivenza civile, ma è anche un gesto che interpella la coscienza di ciascuno e, per chi crede, la propria responsabilità cristiana».
Nel comunicato viene espresso anche apprezzamento per il lavoro svolto dalla Polizia Locale, dal Nucleo Ambientale e da tutti coloro che quotidianamente sono impegnati nella tutela del territorio e nel contrasto all’abbandono dei rifiuti.
Secondo i sacerdoti, però, all’attività di controllo e alle eventuali sanzioni deve accompagnarsi un percorso educativo capace di incidere sui comportamenti. «All’attività di controllo e di sanzione – sottolineano – deve affiancarsi un rinnovato e costante impegno educativo, rivolto soprattutto alle nuove generazioni».
L’obiettivo è contribuire a costruire una maggiore consapevolezza del valore degli spazi comuni e della responsabilità individuale nei confronti della comunità.
Il messaggio conclusivo è rivolto a tutta la città: «Favara è la nostra casa». E prendersene cura, concludono i sacerdoti, «è un dovere di civiltà, un atto di rispetto verso il prossimo e, per noi cristiani, anche una concreta espressione della fede».