Consegnati i lavori per il revamping di un pozzo da oltre 250 mila euro. Il sindaco annuncia anche il distacco del carcere dalla condotta principale. Ma la città continua a fare i conti con una crisi idrica cronica e turni di distribuzione che non scendono sotto gli otto giorni.
Un altro pozzo per rafforzare l’approvvigionamento idrico di Favara e provare ad affrontare con maggiori risorse la prossima stagione estiva. È la prospettiva annunciata dal sindaco Antonio Palumbo, che attraverso la propria pagina Facebook ha comunicato l’avvenuta consegna dei lavori per il revamping di un pozzo cittadino, intervento dal valore di oltre 250 mila euro finanziato dal Commissario Unico per l’Emergenza Idrica in Sicilia, dopo le sollecitazioni dell’Amministrazione comunale.
Il progetto prevede il recupero e la rimessa in piena efficienza della struttura esistente, che dovrebbe tornare a contribuire all’approvvigionamento del serbatoio comunale. Ma non è l’unica iniziativa annunciata dal primo cittadino. A breve, secondo quanto riferito da Palumbo, si procederà anche all’affidamento dei lavori per scollegare il carcere dalla condotta principale che alimenta la rete cittadina. Un’operazione che, nelle previsioni, consentirebbe di recuperare decine di litri d’acqua al secondo, destinandoli alla disponibilità della comunità e creando una riserva aggiuntiva nei momenti di maggiore difficoltà o in caso di interruzioni delle forniture esterne.
Il sindaco riconduce questi interventi al lavoro congiunto di Comune, ATI e AICA, con l’obiettivo di aumentare l’autonomia idrica della città e ridurre la dipendenza dalle adduzioni sovracomunali.
Una crisi che viene da lontano
L’annuncio, tuttavia, va letto alla luce di una situazione che a Favara non rappresenta certo una novità. La crisi idrica è una condizione cronica, che accompagna la città da molti anni e che non ha trovato soluzione con il passaggio da un sistema di gestione all’altro.
Prima con l’acquedotto del Voltano e la distribuzione gestita dal Comune, successivamente con il privato Girgenti Acque e oggi con la società consortile AICA, il problema della disponibilità d’acqua è rimasto sostanzialmente irrisolto. La fornitura non è mai risultata sufficiente rispetto alle esigenze della popolazione e, secondo quanto più volte lamentato sul territorio, non sono stati garantiti i quantitativi in litri al secondo previsti per Favara.
A rendere ancora più fragile il sistema è la dipendenza da un’unica rete di adduzione che, dal ripartitore di Aragona, alimenta il serbatoio comunale. Le rotture delle condotte, le sospensioni della fornitura e gli interventi di riparazione e manutenzione sono ormai episodi ricorrenti. Il risultato è una distribuzione che subisce continui rallentamenti, con turni che si allungano o saltano e che, nella normalità, si mantengono tra gli otto e i dieci giorni.
Il precedente del pozzo dello stadio
C’è già un pozzo che contribuisce all’approvvigionamento cittadino: quello situato nei pressi dello stadio comunale, dal quale, secondo le stime comunicate, arriverebbero al serbatoio circa 15 litri d’acqua al secondo. Un apporto aggiuntivo che, tuttavia, non ha prodotto finora una riduzione significativa dei tempi di distribuzione. Nonostante questa risorsa, infatti, i turni continuano a oscillare tra otto e dieci giorni, a conferma di quanto sia complesso il problema e di quanto il fabbisogno cittadino resti superiore alla disponibilità effettiva.
Adesso si punta sul secondo pozzo e sul recupero dei quantitativi che potrebbero derivare dal distacco del carcere dalla condotta principale. Due interventi che, nelle intenzioni, dovrebbero aumentare la disponibilità idrica e consentire una gestione meno esposta alle emergenze. La loro reale efficacia, però, potrà essere valutata soltanto quando le opere saranno completate, il nuovo pozzo entrerà effettivamente in funzione e i quantitativi aggiuntivi arriveranno al serbatoio. Sarà soprattutto la frequenza dei turni a dire se ci sarà stato un miglioramento concreto.
Perché a Favara, dopo tanti anni di emergenza e tante promesse di maggiore disponibilità, i cittadini non si aspettano soltanto nuovi pozzi e annunci di interventi. Si aspettano, semplicemente, di aprire il rubinetto con maggiore regolarità.

