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“Nel solco dei diritti”: ad Agrigento il murale della CGIL dedicato a memoria, legalità e futuro

Nel solco dei diritti, il riscatto di una terra che costruisce il futuro. È questo il titolo del murale che da oggi entra a far parte del paesaggio urbano di Agrigento.

L’opera, realizzata dall’artista Sergio Criminisi e donata alla città dalla CGIL Agrigentina, è stata inaugurata nel piazzale Rosselli, davanti al terminal degli autobus extraurbani, uno dei luoghi quotidianamente attraversati da studenti, cittadini e turisti.

Una scelta non casuale quella del luogo. Il murale è destinato a essere visto ogni giorno da migliaia di persone e, soprattutto, da tanti giovani. La sua funzione va oltre quella artistica: l’opera affronta i temi della memoria, della legalità, dei diritti e del futuro delle nuove generazioni, partendo dal ricordo delle vittime della mafia per arrivare alla responsabilità collettiva e alla possibilità di costruire una società fondata sulla partecipazione e sul lavoro.

Il murale è dedicato a tutte le vittime di mafia, nel particolare il pensiero è andato a Rosario Livatino, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Padre Pino Puglisi, con loro anche il sindacalista Accursio Miraglia. Ciascuno di loro è stato ricordato nel murale anche con una frase che ha caratterizzato il loro pensiero.

La data dell’inaugurazione, il 3 ottobre, aggiunge altri significati all’iniziativa. È il giorno della nascita del beato Rosario Livatino, magistrato agrigentino ucciso dalla mafia e diventato simbolo dell’impegno per la legalità. Ma il 3 ottobre richiama anche la tragedia di Lampedusa del 2013, quando un barcone carico di migranti naufragò provocando centinaia di vittime.

Alla cerimonia hanno partecipato il segretario generale della CGIL Agrigentina Alfonso Buscemi, il segretario generale della CGIL Sicilia Alfio Mannino, l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, il sindaco di Agrigento Michele Sodano, il prefetto Salvatore Caccamo, Alessio Festi del Dipartimento Legalità della CGIL, la docente Maria Concetta Barba, oltre a diverse autorità, rappresentanti delle istituzioni, della società civile e numerosi cittadini.

“La memoria deve diventare impegno quotidiano”, ha sottolineato Alfonso Buscemi, richiamando il legame tra legalità, lavoro, diritti, giustizia sociale e partecipazione. La cerimonia è stata condotta dal giornalista Salvatore Pezzino,particolarmente apprezzato è stato l’intervento artistico di Salvatore Nocera Bracco.

Da oggi, dunque, quel muro di piazzale Rosselli non è più soltanto una parete. È un segno visibile affidato alla città, alle persone che la attraversano e soprattutto alle nuove generazioni: la memoria delle vittime non come ricordo fermo nel passato, ma come richiamo quotidiano alla responsabilità e alla costruzione del futuro.

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