Lo scrittore Salvatore Indelicato, per Sicilia Target, ci accompagna nella Favara, ribattezzata Zabara, degli Anni 60 con una recensione sull’ultimo romanzo scritto dal favarese Giuseppe Maurizio Piscopo e dalla regista Rai Adelaide Costa. Prossimamente il romanzo sarà presentato a Favara presso l’ Istituto Comprensivo “Falcone Borsellino” ed in altre città
Di Salvatore Indelicato

Giuseppe Maurizio Piscopo torna a far parlare di sé dopo il successo editoriale “Ci hanno nascosto Danilo Dolci” (Navarra Editore – 2024) che ha costituito una pietra miliare sulla conoscenza della vita e la figura di questo grande sociologo, poeta, educatore e attivista della non violenza. Questa volta lo fa con il romanzo “La figlia di don Fofò” (Navarra Editore –2026), già alla seconda edizione a pochi mesi dalla sua uscita, scritto a quattro mani con Adelaide Costa, scrittrice e regista della RAI.

“La figlia di don Fofò” è un libro che va oltre la sua forma di romanzo poiché conduce il lettore in una immersione di lettura, possiamo dire, innovativa unendo la narrazione letteraria, naturalmente, con musica e pittura, raccontando una Sicilia vera, genuina in un tempo caratterizzato da un cambiamento generazionale quale fu quello degli anni sessanta.
Ci troviamo nel paese immaginario (ma non tanto) di Zabara, un centro rurale del nostro entroterra, dove spicca la figura di Alfonso Nobile, da tutti conosciuto come “don Fofò”, un personaggio radicato nell’idea di patriarcato che si trova a scontrarsi con le prime novità di una emancipazione sociale, soprattutto femminile. E’ un potente direttore di banca che gode anche di una grande considerazione da parte dei suoi compaesani, tanto da rivolgersi a lui, in “cantunera”, per ricevere consigli o addirittura fare da paciere nelle controversie quotidiane.
Tuttavia, con la nascita della figlia Catena, don Fofò dovrà adeguarsi a questa evoluzione poiché la figliola crescerà con un carattere piuttosto ribelle e indipendente. Infatti, rifiuterà di studiare il pianoforte che il padre, con tanto entusiasmo gli aveva comprato per il suo compleanno, preferendo il più modesto mandolino, strumento prettamente maschile, per l’epoca, suonato dalle orchestrine nei saloni da barbiere dalle parti di Zabara.
La scrittura scorrevole, il linguaggio chiaro e diretto, invogliano il lettore ad arrivare fino in fondo, grazie alla capacità degli autori nell’avere trovato un perfetto equilibrio stilistico nei vari episodi che si alternano nel volume, raccontando con una delicata ironia che spesso porta al sorriso. Ma è anche un vero atto d’amore verso la libertà femminile e per la nostra terra, descritta in tutta la sua bellezza, i suoi profumi e i suoi umori.

Adelaide Costa, riscoprendo altri lati della sua personalità è riuscita a descrivere con delicatezza il mondo femminile, la moda che cominciava ad affacciarsi, la prima presa di coscienza delle donne che si sentivano strette e costrette dall’universo patriarcale. E’ sicuramente un valore aggiunto al successo di questa pubblicazione che contiene due interessanti novità tra le sue pagine: le splendide illustrazioni pittoriche dei Calapanama, un gruppo di pittori palermitani, che lavorano in sinergia realizzando opere tra la gente e per la gente, interpretando con i loro 27 quadri l’anima del libro; un codice QR, posizionato nella prima pagina di alcuni racconti, con il quale il lettore potrà ascoltare le musiche originali composte da Maurizio Giuseppe Piscopo e eseguite dallo stesso con altri affermati musicisti esperti nell’arte del mandolino. La prefazione è stata curata dal maestro Carlo Aonzo musicista internazionale.

“La figlia di Don Fofò” è un libro gustoso, ironico, profondo allo stesso tempo, la cui lettura è una piacevole esperienza multisensoriale consigliata a tutti. Il romanzo sarà presentato a Roma alla Nuvola, nella rassegna più libri più liberi dal 4 all’8 dicembre.
Note sugli autori:
Giuseppe Maurizio Piscopo (Favara 1953), maestro elementare, compositore e musicista, ha collaborato con Radio Rai Sicilia e attualmente scrive per diverse testate. Ha pubblicato, tra gli altri, Musica dai saloni con Gaetano Pennino (Casa Museo Palazzolo Acreide, 2008), Merica Merica. Viaggio verso il nuovo mondo, con Salvatore Ferlita e le foto di Angelo Pitrone (Salvatore Sciascia Editore, 2015), La maestra portava carbone, con Salvatore Ferlita (Torri del vento, 2018), Raccontare Sciascia con Angelo Campanella (Navarra Editore 2021). Nel 2023 ha pubblicato La vita è un alfabeto illustrato da Tiziana Viola-Massa. Nel 2024 per i tipi di Navarra Editore ha pubblicato Ci hanno nascosto Danilo Dolci nell’anno del centenario del sociologo e scrittore triestino.
Adelaide Costa (Roma 1968) è programmista-regista della sede Rai di Palermo. Dopo il diploma in maturità classica si è laureata all’Università La Sapienza di Roma in lingue e letterature straniere moderne con una tesi in lingua e letteratura araba (May Ziade – Sawanih fatah – Pensieri di donna). Ha iniziato la sua carriera professionale come redattrice e speaker in alcune emittenti della provincia di Palermo. È in Rai dal 2001, dove si è occupata della rubrica televisiva Mediterraneo, e dal 2022 è impegnata come autrice e conduttrice del programma radiofonico Mediterradio in onda su Rai Radio 1.
