Dal 1° settembre la dottoressa Rossana Neri sarà alla guida dell’Istituto Comprensivo “Livatino” di Porto Empedocle. Raccoglie il testimone dal dott. Claudio Argento, che ha guidato la scuola per quasi vent’anni. La nuova dirigente: “Accolgo questo incarico con orgoglio ed entusiasmo. Il mio obiettivo è valorizzare quanto è stato costruito e, nel rispetto della storia dell’Istituto, guardare alle nuove sfide”.
Un passaggio di consegne importante per l’Istituto Comprensivo “Livatino”, realtà educativa e formativa di riferimento per Porto Empedocle. Dal prossimo 1° settembre sarà Rossana Neri a guidare la scuola, raccogliendo un’eredità significativa: quella di Claudio Argento, alla guida dell’Istituto per quasi vent’anni.
Un cambio di dirigenza che arriva, dunque, dopo una lunga stagione e che la nuova dirigente intende affrontare all’insegna della continuità, senza rinunciare alla propria visione della scuola.
Dottoressa Neri, che cosa significa per lei raccogliere il testimone dopo quasi vent’anni di dirigenza?
“È una responsabilità che accolgo con orgoglio ed entusiasmo. Sono consapevole dell’importanza del lavoro svolto dal mio predecessore e della storia che caratterizza il “Livatino”. Il mio intento è quello di entrare in questa realtà con rispetto, valorizzando ciò che è stato costruito e mettendo a disposizione della comunità scolastica la mia esperienza e le mie competenze”.

Ha già avuto modo di conoscere la nuova scuola e le persone che ne fanno parte?
“Sì. Nei giorni scorsi ho già visitato personalmente i diversi plessi dell’Istituto. È stato un primo contatto importante, che mi ha consentito di conoscere gli ambienti, osservare gli spazi e avere una prima percezione della realtà nella quale andrò a lavorare. Ho trovato ambienti di apprendimento curati e locali funzionali. Naturalmente questo è soltanto l’inizio: la conoscenza più profonda della scuola passerà soprattutto dal confronto quotidiano con docenti, personale ATA, famiglie e studenti”.
Qual è stata, quindi, la sua prima impressione del “Livatino”?
“Ho incontrato una realtà formativa vigorosa, sostenuta da una tradizione consolidata, da un corpo docente qualificato e da personale ATA di comprovata capacità. Sono premesse che considero molto positive e che rendono questo incarico particolarmente entusiasmante”.

La prof.ssa Rossana Neri arriva a Porto Empedocle dopo esperienze dirigenziali maturate anche fuori dalla Sicilia, ad Imola.
Agrigentina, ha costruito una parte importante del proprio percorso professionale a Imola, sviluppando un modello di lavoro caratterizzato da un rapporto stretto e costante con il territorio.
Nell’anno scolastico appena concluso, il 2025/2026, ha inoltre guidato l’Istituto Comprensivo di Naro-Camastra, dove ha lavorato alla costruzione di un’offerta formativa calibrata sulle esigenze della comunità.
Che cosa porta da queste esperienze nella sua nuova fase professionale che si apre a Porto Empedocle?
“Porto con me l’idea di una scuola fortemente radicata nel territorio. Ogni istituto, però, ha una propria identità e non credo esistano modelli da applicare automaticamente. A Porto Empedocle sarà necessario conoscere bene la comunità, ascoltare chi vive quotidianamente la scuola e, partendo da ciò che già esiste, costruire insieme i percorsi futuri”.

È proprio questo il punto sul quale la nuova dirigente sembra voler concentrare l’attenzione: non una rottura con il passato, ma una nuova fase costruita sulla storia dell’Istituto.
Il “Livatino”, infatti, rappresenta per Porto Empedocle molto più di una semplice istituzione scolastica. È un’agenzia educativa e formativa che negli anni ha consolidato il proprio ruolo all’interno della comunità e che la nuova dirigenza considera un vero e proprio “presidio culturale irrinunciabile per il territorio”.
Quale deve essere, secondo lei, il ruolo del “Livatino” nel territorio empedoclino?
“La scuola deve continuare a essere un presidio culturale irrinunciabile. Deve accompagnare i ragazzi nella crescita, intercettare i loro bisogni, valorizzarne talenti e attitudini e offrire competenze che vadano oltre il semplice apprendimento disciplinare. In un territorio come quello di Porto Empedocle, la scuola può e deve avere una funzione fondamentale anche nel contrasto alla dispersione scolastica”.
Un impegno che riguarda tutte le fasce d’età del primo ciclo.
Lei ha sempre guidato istituti comprensivi. Quanto è importante, nella sua visione, la scuola dell’Infanzia?
“È fondamentale. Considero la scuola dell’Infanzia il fondamento insostituibile dell’intero percorso educativo. È lì che si pongono basi importanti per il successivo cammino scolastico e per il successo formativo di ciascun alunno e di ciascuna alunna. Per questo ritengo necessario guardare all’intero percorso del primo ciclo con una visione unitaria”.
Tra i primi elementi osservati dalla nuova dirigente ci sono anche gli spazi scolastici e il rapporto con l’Amministrazione comunale.
Ha già avuto modo di confrontarsi con il territorio e con le istituzioni locali?
“Il primo passo è stato conoscere direttamente i plessi. Per quanto riguarda i rapporti istituzionali, considero fondamentale proseguire sulla strada della collaborazione già costruita dalla precedente dirigenza con l’Ente Comune. La scuola non può essere un’isola: il dialogo con le istituzioni e con il territorio è indispensabile”.
Un altro capitolo riguarda le risorse. La dirigente intende proseguire il lavoro già portato avanti nelle precedenti esperienze per intercettare fondi nazionali, comunitari e regionali, destinandoli tanto alla qualificazione degli ambienti scolastici quanto al potenziamento dell’offerta formativa.
“Sono risorse preziose – spiega – e rappresentano un’opportunità concreta per migliorare gli spazi, i servizi e i percorsi destinati agli alunni. Su questo fronte sarà fondamentale anche il raccordo con la direzione amministrativa dell’Istituto, della cui esperienza, competenza e professionalità ho avuto modo di apprezzare il valore”.
C’è poi un altro incontro che la nuova dirigente considera particolarmente importante: quello con le famiglie.
Quando incontrerà i genitori degli alunni del “Livatino”?
“Non appena sarà possibile. Per me le famiglie sono parte integrante e imprescindibile della comunità scolastica. Vorrei che il rapporto con i genitori fosse fondato sul dialogo e sulla corresponsabilità educativa. La crescita dei ragazzi richiede una collaborazione autentica tra scuola e famiglia”.
Qual è, in definitiva, la parola che vorrebbe accompagnare l’inizio del suo mandato?
«Direi continuità, ma una continuità dinamica. Non si riparte da zero e non sarebbe giusto farlo. Il “Livatino” ha una storia, una tradizione, professionalità e competenze che devono essere riconosciute e valorizzate. Il compito della nuova dirigenza sarà quello di custodire questo patrimonio e, allo stesso tempo, accompagnare la scuola verso nuove prospettive».
