Assemblea territoriale idrica: i due Comuni sollevano criticità tecniche, contrattuali e contabili. Rinviato il regolamento della Consulta.
Il bilancio 2025 di AICA passa all’assemblea territoriale idrica di Agrigento, ma l’approvazione è accompagnata da perplessità e rilievi critici. Astenuti i Comuni di Agrigento e Favara, che hanno motivato la propria posizione evidenziando questioni tecniche, contrattuali e contabili con possibili ricadute sui bilanci degli enti soci e sulla gestione del servizio idrico.
La seduta è stata caratterizzata da un ampio confronto tra i rappresentanti dei Comuni. Al centro della discussione, oltre al documento contabile dell’azienda che gestisce il servizio idrico nell’Agrigentino, anche la relazione della presidente Danila Nobile, sulla quale diversi sindaci hanno espresso contrarietà e perplessità.

Il Comune di Agrigento ha presentato un documento articolato nel quale vengono segnalate diverse criticità, a partire da quelle che, secondo l’amministrazione, inciderebbero direttamente sulla situazione finanziaria degli enti soci. Particolarmente netta la posizione dell’assessore Giuseppe Riccobene, che ha giudicato l’utile dichiarato da AICA sostanzialmente «fittizio», contestando la previsione di entrate di dubbia esigibilità. “Siamo stupiti di un’approvazione senza particolari discussioni”, ha affermato Giuseppe Riccobene, sottolineando la necessità di affrontare subito questioni che, a suo giudizio, rischiano altrimenti di essere rinviate agli esercizi successivi, con conseguenze sui conti comunali e sul servizio reso ai cittadini.
Nel corso dell’assemblea è stato inoltre ritirato, su richiesta del Comune di Agrigento, il punto relativo al regolamento della Consulta, organismo sciolto nel settembre 2025 e attualmente in fase di ricostituzione. Il regolamento sarà adottato dalla stessa Consulta, alla quale spetta una funzione di controllo civico sull’attività di AICA. “Siamo particolarmente soddisfatti del ritiro del punto relativo all’approvazione del regolamento della nuova Consulta, su mia personale richiesta all’Assemblea – dtto Riccobene – Le modalità con cui, nel settembre 2025, fu soppressa la precedente Consulta sono state sempre al centro del dibattito politico e associativo, ma sono certo che le associazioni escluse e i loro rappresentanti, proprio per il grande e oggettivo contributo fornito in questi anni, continueranno a fornirlo sotto altre forme”.
Il confronto sul bilancio, sulla relazione della presidente e sul futuro della Consulta lascia dunque aperti diversi nodi, mentre i Comuni chiedono risposte sulle criticità che interessano la gestione del servizio idrico.

