C’è qualcosa che a Favara facciamo ancora fatica a comprendere: il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta è stato pensato proprio per evitare che i cittadini debbano uscire di casa con i propri sacchetti per andare a cercare un cassonetto o, peggio ancora, un angolo dove abbandonarli.
I rifiuti vengono ritirati direttamente davanti alle abitazioni. Basta rispettare il calendario e differenziare correttamente. Nessuno viene a chiedere se abbiamo pagato la bolletta, nessuno pretende di vedere una ricevuta: il servizio viene effettuato e il cittadino deve semplicemente fare la propria parte.
Eppure Favara continua a essere costellata di discariche abusive. Ne nascono continuamente. Ai margini delle strade, negli spazi abbandonati, nelle periferie, ma anche in luoghi tutt’altro che nascosti: lungo strade molto trafficate, nelle vicinanze di abitazioni, in piazze frequentate quotidianamente da centinaia di persone. E dentro quelle discariche si trova di tutto. Sacchetti di rifiuti, cartoni, vecchi mobili, materassi, materiali ingombranti e spesso rifiuti che nulla hanno a che vedere con la normale raccolta quotidiana.
A crearle sono le persone, o meglio sarebbe giusto chiamarli con il loro nome: incivili. Non è esagerato definirli così, è semplicemente la descrizione di chi, pur avendo a disposizione un servizio che gli consente di conferire i propri rifiuti comodamente da casa, sceglie deliberatamente di abbandonarli per strada. E non può essere considerato un vero comportamento da cittadino quello di sporcare lo spazio pubblico per evitare una regola elementare di convivenza.
Ogni volta che una discarica abusiva viene individuata, interviene il Comune. I rifiuti vengono rimossi, l’area viene ripulita, ma rimane decorosa solo qualche ora, poi ricomincia tutto da capo. È una sorta di inutile, costosissimo gioco dell’oca: si pulisce, qualcuno sporca, si torna a pulire e qualcuno torna nuovamente a sporcare. Ma quella rimozione non è gratuita. Ha un costo che inevitabilmente finisce per gravare sul servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e, quindi, sulla collettività. Eppure non si può dire che manchino gli strumenti di controllo. Ci sono le telecamere di videosorveglianza e ci sono le cosiddette e-killer, le telecamere mobili utilizzate proprio per individuare e sanzionare chi abbandona illegalmente i rifiuti, c’è un apposito Nucleo di Polizia locale. Ma evidentemente neppure la possibilità concreta di essere ripresi e sanzionati riesce sempre a fermare gli incivili.
Proprio oggi il sindaco Antonio Palumbo ha postato un video sui suoi social che riprende una persona arrivare in auto e scaricare diversi sacchi di rifiuti in strada. “Eccolo qui, uno di quelli che continuano a rifiutare di seguire la raccolta differenziata, ma che soprattutto continuano a ritenere normale buttare per strada i propri rifiuti. Come avevo promesso, però, questi soggetti irrispettosi del bene comune dovranno iniziare a pagare”.
A riprendere la scena una delle tante telecamere che sono state installate a Favara grazie ai finanziamenti intercettati dall’amministrazione comunale. “E’ stato individuato – comunica il sindaco – ed è stato già multato con mille euro di sanzione, inoltre abbiano richiesto il ritiro della patente”. Grazie al lavoro del nucleo ambientale guidato dall’ispettore Alessandro Lombardo, e alle telecamere altri inquinatori sono stati individuati e multati, inoltre è stato anche denunciato un uomo per aver incendiato dei rifiuti. “Ricordo quindi a tutti coloro che continuano a rifiutarsi di rispettare le regole – conclude Palumbo – che saranno individuati e dovranno pagare di tasca questa inciviltà”.
Molti favarese hanno bisogno di più educazione civica, magari di frequentare un corso intensivo, Perché non c’è telecamera che tenga se una persona è convinta che il marciapiede, la strada, la piazza o uno spazio pubblico siano una sorta di discarica privata a sua disposizione.

