Il Consiglio comunale di Favara torna a riunirsi. La presidente Miriam Mignemi ha convocato una seduta straordinaria ed urgente per giovedì 30 luglio, alle ore 19.30, con un solo punto all’ordine del giorno: la presa d’atto del Piano Economico Finanziario (PEF) del Servizio di Raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani per il periodo regolatorio 2026-2029, già validato dall’Ente Territorialmente Competente, e la conseguente approvazione delle tariffe TARI per l’anno 2026.
Il carattere d’urgenza della convocazione è dettato dall’imminente scadenza del 31 luglio, termine entro il quale il Comune è chiamato ad approvare le tariffe della tassa sui rifiuti. In realtà l’argomento avrebbe dovuto essere affrontato già nella precedente seduta consiliare di mercoledì 22 luglio, quando era stato inserito come punto aggiuntivo all’ordine del giorno. La discussione, però, non si è mai fatta a causa della mancanza del numero legale che ha determinato la chiusura anticipata della seduta. L’approssimarsi della scadenza prevista dalla normativa ha quindi reso necessaria una nuova convocazione d’urgenza.
Quello che il Consiglio comunale sarà chiamato ad esaminare è uno degli atti più importanti dell’anno sotto il profilo economico e finanziario, poiché riguarda il costo complessivo del servizio di igiene urbana e, di conseguenza, l’importo della TARI che dovrà essere corrisposta da famiglie e attività economiche.
Il Piano Economico Finanziario, comunemente indicato con l’acronimo PEF, rappresenta infatti il documento che quantifica tutti i costi necessari per garantire il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Al suo interno confluiscono le spese relative alla raccolta e al trasporto dei rifiuti, allo spazzamento delle strade, al trattamento e allo smaltimento finale, alla raccolta differenziata, alla gestione dei centri di raccolta, ai costi amministrativi e agli investimenti necessari per assicurare il funzionamento del servizio. Il documento, prima di approdare in Consiglio comunale, è stato sottoposto alla validazione dell’Ente Territorialmente Competente, ovvero la SRR, organismo incaricato di verificare che i costi siano stati determinati nel rispetto dei criteri stabiliti dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA), che disciplina il metodo tariffario del servizio rifiuti a livello nazionale.
Il piano approvato riguarda il periodo regolatorio 2026-2029, secondo la programmazione quadriennale prevista dalla normativa vigente. Ciò non significa che le tariffe rimangano immutate per quattro anni, ma che il servizio viene pianificato su un arco temporale pluriennale, con la possibilità di aggiornamenti annuali in relazione all’evoluzione dei costi. Sulla base del Piano Economico Finanziario vengono quindi determinate le tariffe della TARI, il tributo destinato a finanziare integralmente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. La legge stabilisce infatti che il gettito della tassa debba coprire l’intero costo del servizio, senza produrre utili per il Comune. Ne consegue che eventuali aumenti o diminuzioni dei costi si riflettono direttamente sulle tariffe applicate ai contribuenti.
Il Consiglio comunale, pertanto, non sarà chiamato a stabilire discrezionalmente quanto dovranno pagare cittadini e imprese, ma ad approvare le tariffe elaborate sulla base dei costi contenuti nel Piano Economico Finanziario. Tariffe che saranno ripartite tra utenze domestiche, cioè le famiglie, e utenze non domestiche, comprendenti negozi, attività commerciali, imprese, artigiani e professionisti. Ma alcuni aspetti sono particolarmente rilevanti, e sono poi il “succo” della questione a partire dal costo complessivo del PEF 2026 se è aumentato o diminuito rispetto al 2025, e di quanto? In ragione di ciò le tariffe TARI aumentano, diminuiscono o restano invariate? Ma anche se sono stati previsti interventi per migliorare il servizio e qual è la percentuale di raccolta differenziata presa a riferimento.
Crediamo che saranno questi gli elementi che consentiranno di comprendere quale sarà il reale impatto del nuovo Piano Economico Finanziario sulle famiglie e sulle attività produttive della città e se le nuove tariffe comporteranno un aggravio di spesa, una riduzione o il mantenimento degli importi attualmente in vigore.
Se il Cmune non approva il Piano Economico Finanziario (PEF) e le tariffe TARI entro la scadenza del 31 luglio, scattano precise conseguenze fiscali e contabili. In base all’art. 1, comma 169 della Legge n. 296/2006, in caso di mancata approvazione entro i termini, si intendono prorogate le tariffe e i regolamenti approvati per l’anno precedente. Il Comune non può applicare alcuna nuova tariffa o aumento per l’anno in corso.
