La Sicilia è terra dalla molteplicità dei paesaggi grazie alla interazione tra la pluralità dei fattori naturali intrinseci del territorio (clima, geologia) e delle attività umane che su di esso sono state esercitate nel corso della sua lunga storia, prima fra tutte l’agricoltura.
La variabilità geologica, geomorfologica, climatica, ha influenzato le attività umane sul territorio e queste hanno modificato i luoghi in funzione delle proprie necessità, nei limiti e le potenzialità del territorio stesso. Ne è derivato un complesso sistema di paesaggi per cui qualcuno, con un po’ di esagerazione, sostiene che la Sicilia sotto questo aspetto sia da considerare quasi un continente. Si va dai paesaggi in cui la presenza umana ha determinato sostanziali modifiche come nella gran parte delle zone costiere fino a quelli presenti in aree inadatte alle attività umane che, per tale motivo, si presentano come sintesi ed espressione dei soli fattori naturali. Sono questi paesaggi naturali in cui solo alcune specie vegetali dette pioniere riescono ad insediarsi per caratteristiche proprie e per capacità di adattamento alle difficilissime condizioni di suolo e di clima.
Percorrendo i versanti etnei, procedendo dalle quote più basse a quelle più elevate, si possono rinvenire un po’ tutti questi ambienti, si va infatti dagli agrumeti ai vigneti, dai pistacchieti ai castagneti, dai noccioleti ai boschi fino alle quote più elevate in cui la vita per uomini, piante e animali si fa sempre più difficile. In queste situazioni estreme a comporre il paesaggio contribuiscono pochi elementi capaci però di esprimere pur nella durezza degli elementi tanta emozionante bellezza.
Le foto si riferiscono ad uno di questi ambienti naturali presenti sull’Etna oltre il limite della vegetazione arborea in cui a causa delle basse temperature, dei forti venti e della povertà del suolo (costituito essenzialmente da lapilli vulcanici) solo poche specie vegetali riescono a sopravvivere. Si tratta spesso di piante endemiche cioè specifiche e presenti ed esclusivamente in limitate aree. Nello specifico prevale l’astragalo o Spino santo (Astragulus Siculus) che con la suo aspetto a cuscini tondeggianti conferisce una nota dominante a questo particolare ambiente. Alcune altre specie endemiche vivono in associazione con l’Astragalo come la Saponaria (Saponaria Sicula), anch’essa presente nella forma di caratteristici cuscinetti dagli eleganti e ricercati fiori rosei.
Questa bella pianta aveva affascinato anche gli antichi abitanti e i Greci che, come al solito, avevano ideato una storia meravigliosa sulla sua origine. Secondo loro la Saponaria era opera della dea Venere. Era lei che disseminava la montagna di cuscini fioriti e profumati, allo scopo di creare angoli magici e intimi sui quali giacere insieme ai propri amanti. Successivamente, in modo più pragmatico, mettendo da parte divinità e mitologia, tale pianta è stata utilizzata per le sue proprietà detergenti, fino all’avvento dei moderni prodotti industriali.
