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Marinerie siciliane ancora ferme, la crisi non si arresta: dalla Commissione Bilancio un Fondo di solidarietà fino a 17 milioni

La crisi della pesca siciliana resta aperta e le marinerie non hanno ancora ripreso l’attività dopo il fermo biologico. A pesare sono soprattutto l’aumento dei costi di gestione e il caro carburante, che stanno mettendo in difficoltà imprese e lavoratori del settore.

La situazione è stata affrontata oggi dalla Commissione Bilancio dell’Ars, riunita a Sala Pio La Torre, dove sono stati ascoltati i rappresentanti delle marinerie di Sciacca, Licata, Porto Empedocle, Porto Palo di Capo Passero, Scoglitti e Pozzallo.

Al centro del confronto il documento presentato dal coordinamento delle marinerie, che ha chiesto interventi per fronteggiare una crisi che, secondo gli operatori, non può essere affrontata soltanto con misure temporanee. Tra le ipotesi emerse c’è il rafforzamento del Fondo di solidarietà regionale della pesca e dell’acquacoltura. Le marinerie chiedono una dotazione di almeno 15 milioni di euro e dalla Commissione è arrivata la disponibilità a portarla fino a 17 milioni.

La vicepresidente della Commissione, Margherita La Rocca Ruvolo, ha inoltre riferito della necessità di sbloccare il bando dell’Irca per i prestiti agevolati destinati alle imprese di pesca e di individuare, già nella prossima legge finanziaria regionale, interventi strutturali a sostegno del comparto. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Sciacca Fabio Termine. Presenti esponenti della maggioranza e dell’opposizione.

La richiesta delle marinerie è quindi chiara: non soltanto sostegni per affrontare l’emergenza, ma misure capaci di intervenire sulle difficoltà strutturali di un settore che continua a fare i conti con costi sempre più elevati e con una situazione economica diventata difficile da sostenere.

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