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Tre condanne per la morte di Giuseppe Barbato, vittima di un incidente stradale nella Valle dei Templi

Diventano definitive le condanne per la tragica morte di Giuseppe Barbato, il giovane di Porto Empedocle che perse la vita a soli 17 anni in un incidente avvenuto nella notte tra il 30 settembre e l’1⁰ ottobre 2017 lungo via Passeggiata Archeologica di Agrigento.
La Corte di Cassazione ha infatti respinto i ricorsi presentati dalle difese, confermando le decisioni dei due precedenti gradi di giudizio e rendendo definitive le responsabilità penali per omicidio colposo legate alla mancata segnalazione di un cantiere stradale presente lungo l’arteria che conduce alla Valle dei Templi.
I giudici hanno inflitto la pena di 5 mesi e 10 giorni di reclusione ciascuno all’ingegnere capo dell’Anas Maria Rita Giglione, 60 anni, al geometra Emanuele Montana Lampo, 55 anni, entrambi agrigentini, e all’operaio Alfonso Giglia, 68 anni, di Aragona, tutti dipendenti dell’Azienda nazionale autonoma delle strade statali. Le pene restano sospese grazie alla concessione delle attenuanti generiche.
Secondo quanto emerso dalle indagini e dai rilievi tecnici effettuati dopo l’incidente, la morte del giovane sarebbe stata causata proprio dall’assenza di adeguata segnaletica che indicasse la presenza del cantiere lungo la strada.
Nel corso del processo il tribunale di Agrigento ha inoltre disposto il risarcimento dei danni in favore dei familiari della vittima, da quantificare in sede civile. Stabilito anche il pagamento, in solido, di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 55 mila euro alla parte civile, rappresentata dagli avvocati Francesco Vinci e Nino Augello.

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