domenica, Gennaio 18, 2026
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“L’unico strumento democratico che ci rimane per farci sentire è quello di abbandonare l’aula”

E’ questa l’amara conclusione dei consiglieri comunali di Favara: Miriam Indelicato, Giuseppe Lentini, Mariano Lombardo, Paolo Dalli Cardillo e Antonio Cipolla  “per rispondere alle domande poste dagli organi di stampa (SiciliaTarget LEGGI QUI) e alle accuse infondate e fuorvianti del Sindaco Antonio Palumbo”.

Come si ricorderà, a seguito delle tre sedute consecutive del Consiglio comunale di Favara, cadute per mancanza di numero legale, nel servizio da noi fatto avevamo chiesto: Perché i consiglieri comunali non si presentano in aula o, a volte, sono presenti all’appello e dopo abbandonano la seduta? E’ una forma di opposizione politica al sindaco Palumbo? Non si vogliono affrontare i punti dell’ordine del giorno? O cosa? Il nostro giornale è aperto ad accogliere le motivazioni che i consiglieri eventualmente volessero comunicare”.

Una stimolazione politica alla quale hanno già detto la loro Pasquale Cucchiara e Vincenzo Cassaro di AVS, Alleanza Verdi Sinistra: “Registriamo profonda Preoccupazione”; il consigliere comunale di FdI Gerlando Nobile: “Il sindaco Palumbo scenda dal piedistallo, faccia un reset e ricominci un confronto sano e costruttivo”; lo stesso sindaco Antonio Palumbo: “Questa Giunta è nata con una precisa collocazione politica e la manterrà fino alla fine del mio mandato”.

Oggi registriamo l’intervento dei consiglieri Indelicato, Lentini, Lombardo, Dalli Cardillo e Cipolla. “Facciamo un po’ di ordine: ad oggi è stato l’attuale Consiglio Comunale ad aver approvato tutti gli strumenti finanziari necessari ed utili all’uscita dal dissesto finanziario dell’Ente con il relativo sblocco di finanziamenti e alla stabilizzazione del personale precario, in tempi ristretti se non inesistenti e con la propria responsabilità malgrado posizioni e ideologie politiche differenti, ma il Sindaco Palumbo non lo ha mai riconosciuto”.

L’elenco degli importanti atti approvati dal Consiglio comunale (quindi dall’opposizione che è maggioranza numerica in aule,) è lungo, evidanziano nella loro nota i consiglieri. “L’opposizione e spesso anche unitamente alla maggioranza ha approvato numerosi provvedimenti, Regolamenti e mozioni ,per citarne  ancora una volta alcuni:- Regolamento per la concessione in uso di ville e giardini comunali”, -Regolamento di Videosorveglianza,- Mozione per ridurre almeno del 50% la tassa per i diritti di segreteria, -Mozione per introdurre nel centro storico le strisce rosa per le donne in gravidanza, -Mozione di sfiducia all’Assessore ai lavori pubblici,( poi addirittura promosso a Vice Sindaco) e tante altre proposte mai applicate dall’Amministrazione, con conseguenti mancate entrate per le casse comunali, trascuratezza delle stesse ville, aree e giardini non fruibili e vandalizzati, oltre che del decoro urbano per via dell’abbandono dei rifiuti incontrollato”.

Diverse anche le proposte avanzate. “Diverse sono state le sollecitazioni al Sindaco e all’Amministrazione, sia in aula, che per mezzo stampa, su una programmazione riguardante la demolizione e ricostruzione di nuovi loculi per dare dignità alla sepoltura dei defunti, evitando le “ordinarie ordinanze sindacali urgenti” per sopperire all’indegno accatastamento delle salme. Questo dimostra che il Consiglio Comunale è sempre stato operativo e propositivo nel costruire e dare risposte alla città, ma al contempo totalmente non ascoltato e addirittura escluso dal Sindaco e dai suoi assessori, che vorrebbero un consiglio, silenzioso e “yes man”, esclusivo passacarte accondiscendente senza possibilità di esprimere un democratico pensiero, una visione a vantaggio della collettività differente dalla loro e per la quale siamo stati eletti”.

Perché allora, molte volte non si viene in Consiglio comunale o si abbandona l’aula in corso di seduta per cui cade il numero legale? La nota di Indelicato, Lentini, Lombardo, Dalli Cardillo e Cipolla, si chiude così: “Ad oggi, l’unico strumento democratico che ci rimane per farci sentire e quello di abbandonare l’aula durante la votazione di atti non condivisi dall’opposizione da sempre ignorata, e forse ad oggi neanche dalla sua maggioranza, ne dalla vecchia stampella di centro destra”.

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