Nel chiudere l’articolo che raccontava l’ennesima seduta del Consiglio comunale di Favara “saltata” per mancanza di numero legale, (LEGGI QUI) avevamo “aperto” (in realtà non è mai stato chiuso) il nostro giornale, chiedendo ai consiglieri di spiegare questo aspetto o comunque di dirci le loro opinioni sull’attuale momento politico – amministrativo che la nostra città sta vivendo. Per citare una frase di una famosa canzone di Pierangelo Bertoli: “Con un piede nel passato, e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”-
Ieri sera abbiamo incontrato il consigliere comunale Gerlando Nobile, esponente di Fratelli d’Italia, uno degli inquilini più “passionali” dell’aula Falcone e Borsellino.
Qual è il tuo pensiero sull’attuale situazione politico-amministrativa. “A Favara in questo momento storico particolare. la politica ha toccato il punto più basso, probabilmente degli ultimi 20. L’attuale amministrazione comunale del sindaco Antonio Palumbo si basa sull’arroganza dello stesso, restio a qualsiasi confronto. Di fatto, questo atteggiamento, è favorito da una mancanza di contrapposizione, con lo stesso sindaco che è alla ricerca di compagni di viaggio occasionali al solo scopo di portare a termine la legislatura”.
C’è da considerare che Antonio Palumbo ha dalla sua parte solo tre consiglieri comunali, almeno sono tali quelli usciti dal risultato elettorale. Per cui gli equilibri ed i rapporti di forza tra maggioranza ed opposizione sono ben definiti. “Non credo, il campo non è così chiaramente delineato. Vero è che sulla carta il sindaco è in netta minoranza, ma di fatto riesce ad avere appoggi con soggetti di centro destra ben identificati ed identificabili. All’interno degli schieramenti ci sono gli uomini da temere e quelli che non contano nulla, come nella normale vita di ognuno. La mancanza di riferimenti politici di livello sul territorio ed i personalismi di amministratori ed ex amministratori, di fatto rendono ancora più confusa la situazione”.
Ho capito, ancora una volta ritorna in ballo la presunta stampella. “La DC ad oggi non è stata e non è una presunta stampella, ma una base solida su cui il sindaco ha potuto contare ad occhi chiusi. Prova ne sia che due assessori sono riferimento proprio di questo schieramento politico, senza se e senza ma, al di la delle dichiarazione del sindaco”.
Magari, visto che ci avviamo all’ultimo anno, anzi un anno e mezzo considerato che le elezioni saranno nella primavera del 2027, ci potrà essere un margine di intesa o comunque di vedute di fine legislatura. “A mio avviso non ci sono margini d’intesa visto che anche nel Partito Democratico, alla luce delle dichiarazione del capogruppo Salvatore Bellavia sulla questione rifiuti, ci sono segni palesi di un malessere all’interno della stessa Giunta. Non ci sono punti di contatto, non c’è alla base l’interesse della città, ma dinamiche per la “spartizione del potere”. I consiglieri che fino ad oggi hanno votato tutte le proposte “per il bene della città”, in questo ultimi giorni stanno trascurando e sottovalutando la situazione e mettono a rischio l’intera macchina amministrativa. Il mio auspicio è quello, e che ho detto fin da subito dal momento dell’insediamento. e cioè che Antonio Palumbo faccia quello che ha promesso in campagna elettorale e che torni con i piedi per terra perché ha una visione a mio avviso distorta dalla realtà”.
Ma, per chiudere, qual è la tua posizione personale. “La mia posizione è sempre la stessa, io sono per Favara e con Favara. Ho sostenuto Palumbo al ballottaggio apertamente, ho continuato a lavorare per Favara ed essere propositivo, ma non posso chiudere gli occhi e far finta che tutto vada bene. Non è così e lo sappiamo tutti. Tramite il mio deputato di riferimento, On. Giusy Savarino, mi sono impegnato a 360 gradi portando a Favara chiarimenti, finanziamenti e supporto che spesso sono stati determinati per il bene della comunità. Chiedo al sindaco Palumbo di fare un reset, scendere dal piedistallo e ricominciare un confronto sano e costruttivo per questo scorcio di legislatura. Per il futuro della nostra Città e dei nostri figli”.
