La denuncia social dello scrittore e giornalista agrigentino alla vigilia della commemorazione di via D’Amelio. Ad Agrigento dallo scorso agosto è vietata la vendita con un’ordinanza sindacale. Ma in molte bancarelle siciliane i gadget sono sempre esposti
“E come da 33 anni, tutti pronti a commemorare una delle stragi mafiose più atroci. Ci saranno passerelle e sagre di retorica, ci saranno proclami e ci saranno promesse. Ma nella Sicilia irredimibile di sciasciana memoria, 33 anni dopo, nelle città a vocazione turistica e non, si continuano a vendere gadget indecenti. E nessuno si indigna”. Poche parole ma di forte impatto e di denuncia sociale, scritte poche ore fa sul suo profilo Facebook, con il suo stile diretto e chiaro da Carmelo Sardo, caporedattore al Tg5, scrittore, autore di diversi libri che raccontano i fatti di mafia che hanno macchiato la Sicilia con stragi, morti e terrore.

Ancora oggi, nelle principali località turistiche dell’Isola, nei negozi di souvenir, oltre alla ceramica, alle teste di Mori, alla trinacria ed ai ricami, spesso sono esposti pupazzi con tanto di coppola e lupara, magliette con impresso “Il padrino”, e altri oggetti collegati a fenomeni mafiosi. Il 20 agosto 2024, il Sindaco di Agrigento Francesco Miccichè aveva emesso, tra i primi amministratori in Italia, un’ordinanza di divieto di vendita di gadget che inneggiano e richiamano alla mafia. Un importante atto amministrativo in una Città che negli anni Ottanta e Novanta ha vissuto una terribile guerra di mafia tra Stidda e Cosa Nostra, con tanti “cani senza padroni” , per dirla alla Sardo, che hanno decimato famiglie mafiose, ucciso magistrati, forze dell’ordine ed anche bambini. Una terra che ha “ospitato” latitanti di un certo calibro, protetti da un clima d’omertà diffuso. Un territorio che è stato oggetto di importanti inchieste antimafia, blitz e maxiprocessi con arresti eccellenti, sequestri di patrimoni immobiliari, confische di beni restituiti ai cittadini per usi sociali, sportivi e culturali.
Nel 2003 l’Assessore regionale ai Trasporti ed Infrastrutture Alessandro Aricò era intervenuto anche sulla società “Caronte & Tourist” per vietare la vendita sui traghetti in transito sullo Stretto di Messina di gadget riguardanti il “Padrino”, le cui scene con Francis Ford Coppola, sono state girate a Savoca, borgo antico sulla costa messinese, che hanno reso famoso il Bar Vitelli, meta ogni giorno di turisti.
Ma spesso, come evidenzia la denuncia social di Carmelo Sardo, non bastano le ordinanze o gli inviti a vietare la vendita. Occorrono anche controlli ma soprattutto, da parte dei commercianti, occorre una presa netta di posizione di evitare di vendere tali gadget ed offrire ai turisti, soprattutto stranieri, la Sicilia che profuma di agrumi, quella colorata e solare.
E domani, durante le commemorazioni che in tutta la Sicilia si terranno per ricordare la strage di Via D’Amelio, si rischia di vedere lo svolgimento di eventi celebrativi accanto a bancarelle con tanto di pupazzo con una coppola in testa ed una lupara in mano.
