In Piazzale Rosselli un dialogo tra coscienza, scienza e cittadinanza. Intervista al prof. Enzo Di Natali
Si è concluso con grande partecipazione e riflessione il ciclo di incontri “I Mercoledì di Bioetica”, promosso a Piazzale Rosselli. Un’iniziativa che ha trasformato lo spazio urbano in un’aula aperta, dove cittadini, studiosi e credenti (nella foto io gruppo promotore) si sono ritrovati per discutere temi complessi e attuali legati alla vita, alla dignità dell’essere umano e alle frontiere della medicina. Nel corso degli appuntamenti si sono alternati interventi significativi, tra cui quelli di Ignazio Nocera e Pinuccia Pappalardo, che hanno contribuito a dare spessore al dibattito e ad avvicinare la bioetica alla dimensione quotidiana delle persone. Uno dei promotori dell’iniziativa, il prof. Enzo Di Natali, scrittore e teologo, ha condiviso con noi alcune riflessioni sul valore di questo ciclo.

Prof. Di Natali, com’è nata l’idea di portare la bioetica in piazza?
«L’idea è nata dal desiderio di uscire dalle aule accademiche e dai dibattiti chiusi per incontrare le persone là dove vivono. La bioetica non è materia solo per esperti: riguarda scelte concrete che toccano ogni famiglia, ogni malato, ogni giovane che si interroga sul futuro.»
Cosa vi ha colpito di più durante questi incontri?
«Il bisogno di ascolto. Abbiamo incontrato persone che hanno trovato il coraggio di porre domande, di raccontare esperienze personali, a volte dolorose. È stato un cammino di verità e rispetto, in cui il sapere non è stato imposto, ma condiviso.»
E per il futuro?
«Sicuramente continueremo. La strada, come spazio simbolico, ha dimostrato di essere il luogo ideale per questo tipo di confronto. Raccoglieremo le voci emerse e proveremo a costruire nuove proposte.» Un plauso particolare è stato rivolto a Ivano Indelicato, definito da molti “apostolo della vita”, per il suo instancabile impegno nella difesa dei più fragili e nella promozione di una cultura della responsabilità e dell’accoglienza.
Il ciclo si è chiuso, ma l’appuntamento è solo rimandato: “I Mercoledì di Bioetica” torneranno. Perché la coscienza non va mai in vacanza.
