Dopo quattro stagioni intense, Tino Longo non sarà più il direttore sportivo della Pro Favara/CastrumFavara. La decisione, presa di comune accordo con la società, arriva al termine di un ciclo ricco di soddisfazioni.
Longo ha scelto di accettare il progetto ambizioso del Vittoria, motivato dalla voglia di affrontare una nuova sfida in una piazza storica e affamata di risultati. Quattro anni che hanno segnato profondamente il percorso della Pro Favara/CastrumFavara: una salvezza tranquilla al primo anno con una squadra giovanissima, due promozioni solo sfiorate e una difficile salvezza conquistata ai playout in Serie D. “Cerco nuovi stimoli – ha spiegato Longo – e Vittoria rappresenta un’occasione importante. Lascio una società che è cresciuta insieme a me, una tifoseria che ha ritrovato entusiasmo dopo anni di assenza dagli spalti, e un progetto che ha ancora tanto potenziale. Favara mi ha restituito la voglia di stare nel calcio dilettantistico, dopo un periodo in cui avevo perso motivazione. Per questo non è un addio, ma un arrivederci”.
Il primo anno il più bello, il terzo il più importante
Nel suo bilancio personale Longo ha voluto sottolineare i momenti più significativi del suo percorso gialloblù. “Il primo campionato resta il più bello, il più soddisfacente – ha detto senza esitazione –. Partimmo con un gruppo di giovani e con un budget da Promozione. Dopo un inizio difficile con tre sconfitte consecutive sotto la guida di Pensabene, arrivò Ciccio Tudisco, con cui instaurai un rapporto straordinario. Alla fine arrivammo quarti, disputando la semifinale dei playoff regionali. Un traguardo che nessuno si aspettava.”
Ma il campionato più importante, secondo l’ex DS favarese, fu il terzo. “Perdemmo la finale playoff contro il Pompei, e solo un regolamento assurdo ci ha privati della promozione in Serie D. Eliminati senza aver mai perso, siamo arrivati secondi e siamo stati la squadra con più punti fatti Solo la Nissa ha fatto meglio, qualcosa di straordinario, ma fino a poche giornate dalla fine eravamo in piena corsa. Credo che fossimo la squadra più forte del torneo.”

Un nuovo capitolo a Vittoria
Ora, per Longo si apre una nuova avventura nel campionato di Eccellenza, dove riparte con grandi ambizioni. “Torno nella categoria da cui sono partito con Favara. Per me non è un passo indietro, ma un’opportunità per costruire qualcosa di importante in una piazza blasonata. Il progetto è biennale, e sono convinto che ci siano le condizioni assieme a mister Nicola Terranova e alla società per fare anche meglio di quanto fatto finora.”
Interrogato sul livello dei campionati, Longo ha offerto anche una riflessione sulle criticità della Serie D. “L’Eccellenza è ormai una Serie D2, con molti giocatori che hanno militato in categorie superiori. Ma la Serie D ha bisogno di regole più chiare e garanzie per evitare ritiri e danni economici. Occorre tutelare maggiormente società e calciatori.”
I consigli da ex DS: “Infantino da confermare”.
Prima di congedarsi, Longo ha voluto lasciare un messaggio alla dirigenza della Pro Favara/CastruFavara, suggerendo la riconferma dell’allenatore Pietro Infantino. “È una persona straordinaria, un tecnico esperto che conosce bene la categoria e ama la città. Ha fatto un ottimo lavoro e merita continuità. La società dovrebbe sfruttare la sua volontà di rimanere vicino casa.”
Infine, anche un consiglio per il suo possibile successore: “Ho indicato un giovane DS molto preparato, con una visione ampia della Serie D. Ha già fatto molto bene in altre società e credo sia la persona giusta per proseguire il percorso della Pro Favara.”
