“Il primo obiettivo dell’azione operativa in questa provincia non può che essere quello del contrasto alle organizzazioni mafiose,- inizia così l’allocuzione del comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento Nicola De Tullio – che continuano a rappresentare un serio pericolo per la vita democratica del Paese e la piena libertà sociale, economica e personale dei cittadini”.
Riportiamo di seguito l’intero intervento effettuato dal colonnello De Tullio durante la festa per la Celebrazione del 211° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, che fotografa l’azione dei carabinieri nella Provincia di Agrigento.
L’indagine conclusa nei mesi di dicembre e gennaio contro le famiglie mafiose di Villaseta e Porto Empedocle, prima con l’esecuzione di un fermo emesso dalla Direzione Distrettuale di Antimafia di Palermo e poi con l’esecuzione di 48 misure cautelari, dimostra ancora oggi sulla città l’esistenza di consorterie sempre interessate al controllo del territorio, alla gestione dei traffici illeciti e al condizionamento delle dinamiche economiche. A questa azione si affianca in senso più generale l’azione di prevenzione e contrasto di tutte le forme di illegalità che insidiano il vivere sociale. La violenza di genere, fenomeno intollerabile per una società civile, continua a richiedere un impegno costante, in prima battuta da parte delle Stazioni Carabinieri, presidi sul territorio e spesso veri e propri luoghi di ascolto e di dialogo.
La maggiore sensibilità collettiva e gli strumenti normativi nel tempo introdotti consentono di offrire importanti risposte verso un problema, che però, occorre dirlo, non può essere letto e interpretato solo attraverso la lente giudiziaria o di polizia, ma che deve essere approcciato su più dimensioni, sociale, economica, culturale. Con riguardo ai fenomeni di criminalità predatoria, pur non registrandosi dimensioni preoccupanti sul fronte dei furti e delle rapine in provincia, è necessario sottolineare che si tratta di reati che meritano attenta vigilanza poiché colpiscono direttamente i cittadini. Il premio “Allotta” di quest’anno viene infatti consegnato a un Comandante di Stazione che libero dal servizio, grazie alla sua iniziativa e all’intuito, ha intercettato un furgone sospetto, si è messo all’inseguimento con la propria autovettura e, agevolando l’intervento delle pattuglie in supporto, è riuscito a trarre in arresto 7 persone che avevano da poco rubato diverse moto presso un concessionario, consentendo la restituzione dei mezzi al legittimo proprietario. L’episodio è pienamente evocativo del sentimento di protezione che lega i Comandanti di Stazione alle comunità.
Sempre in tema di esigenze di sicurezza, continua a insinuarsi il fenomeno delle truffe in danno di anziani, ad opera di organizzazioni criminali strutturate in altre aree del territorio nazionale che si avvalgono di emissari locali per colpire le vittime più vulnerabili, con conseguenti danni morali e psicologici profondi.
In questo settore, all’immancabile azione investigativa viene affiancata dai Reparti dell’Arma la determinante iniziativa in termini di sensibilizzazione attraverso eventi e incontri con le associazioni, con le parrocchie e mediante messaggi divulgati sui diversi canali di comunicazione. In ultimo, la campagna avviata dal Comando Provinciale con Federfarma e con l’ordine dei farmacisti per la diffusione in tutte le farmacie della provincia di volantini e locandine informative. Un dato che conforta è l’inversione di proporzione tra truffe consumate e truffe solo tentate e quindi sventate grazie alla consapevolezza delle vittime Quest’ultimo dato in crescita lascia pensare che le azioni poste in essere sul piano della prevenzione a tutti i livelli siano produttive di positivi effetti.
La prospettiva di una pluridimensionalità dell’azione viene sviluppata nei diversi settori che attengono più in generale alla qualità della vita dei cittadini. La sicurezza sui luoghi di lavoro, così come la dignità del lavoro stesso, la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente. In quest’ultimo settore rilevano le attività di indagine svolte a seguito di un gravissimo incendio verificatosi in una discarica di Licata, con conseguenze disastrose per quell’area. Le attività del Nucleo Investigativo sotto la direzione della Procura di Agrigento, sensibilissima alle tematiche ambientali, hanno consentito di trarre in arresto gli esecutori materiali oltre ad altri 10 soggetti legati alla criminalità locale e dediti ad attività illegali sul territorio. In questo ambito va sottolineato l’impegno dei Carabinieri forestali del Centro Anticrimine Natura di Agrigento che qualificano l’azione dell’Arma attraverso la specializzazione e l’esperienza maturata.
Proprio recentemente è stato ultimato uno studio su tutti i sistemi di depurazione della provincia, che ha fatto rilevare significative criticità in un settore che merita attenzione da parte di tutte le Istituzioni coinvolte, poiché va a incidere su un territorio che vede nella bellezza paesaggistica e nella vocazione turistica una delle più importanti speranze di sviluppo.
Un modello operativo dunque che si avvale di una struttura a più livelli e arricchito dai comparti di specialità, ma che mantiene come canone del suo agire la vicinanza al cittadino. Vicinanza al cittadino che significa saperne ascoltare la voce, specie quando reclama diritti fondamentali, quale è ad esempio quello dell’acqua potabile. In questo senso si leggono le attività di verifica svolte su tutta la provincia per il controllo del prelievo idrico, della distribuzione e del trasporto dell’acqua, quest’ultimo spesso appannaggio di operatori privi di ogni autorizzazione e delle più elementari garanzie di igiene, con rischi evidenti per la salute della collettività, come purtroppo in diversi casi certificato. Il Comando Provinciale continuerà a operare in questo settore al fianco delle altre Forze di polizia, della magistratura, della Prefettura e di tutti gli Enti territoriali interessati.
Tutti gli interventi ricordati, i risultati conseguiti sono realizzati da donne e uomini che hanno scelto di servire il Paese in uniforme, con la loro professionalità, la loro formazione, ma soprattutto la loro umanità. Hanno le loro famiglie, le loro vite, la loro identità e sono uniti dal desiderio di realizzarsi servendo i cittadini e dando il meglio di sé.
