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Minore solo per dimensione

Dalla fine del secolo scorso una piccola specie di aquila che prima era tuttalpiù di passo in Italia e in Sicilia durante le migrazioni, ha gradualmente iniziato a fermarsi qui per svernare. In alcuni, sporadici casi è stata addirittura osservata anche la nidificazione, il che lascia ipotizzare che probabilmente tale specie stia iniziando a riorganizzare il proprio areale.

La migrazione dall’Europa settentrionale verso le regioni africane è un’attività molto faticosa per cui alcuni individui, durante qualche sosta, avranno verosimilmente ritenuto vantaggioso fermarsi nelle regioni meridionali europee che oggi, col cambiamento climatico, offrono condizioni non dissimili dagli abituali luoghi di svernamento africani. Per un migratore infatti, raggiungere l’Africa partendo dalle regioni di riproduzione, per la distanza da percorrere e i territori da attraversare, comporta costi energetici e rischi notevoli per cui, considerato che durante l’inverno le regioni mediterranee delle zone costiere e collinari garantiscono temperature sufficientemente miti e disponibilità alimentare adeguata, svernare in Sicilia può essere una scelta migratoria strategicamente indovinata. Ad oggi, da censimenti eseguiti, sappiamo che più di 200 individui svernano in Sicilia. In futuro si vedrà.

Si tratta dell’Aquila minore (Hieraaetus pennatus) detta anche Aquila pennata o anche calzata per la presenza di penne anche sulle zampe. Per dimensioni non è paragonabile alle altre aquile, ha un’apertura alare che al massimo può raggiungere i 135 cm e un peso variabile da 500 a 1200 grammi contro 190 a 240 cm di apertura e il peso da 3,0 a 6,6 kg dell’Aquila reale (Aquila chrysaetos). Nonostante le dimensioni, si tratta di un predatore agile e relativamente possente. Caccia sia in volo che a terra piccioni, tortore, piccoli roditori e rettili. Si presenta con diversi piumaggi (chiaro scuro e intermedio) per cui talvolta, per occhi inesperti, può risultare di difficile riconoscimento ed esser confusa con altre specie di rapaci di simili dimensioni e colori come la Poiana. Frequenta anche aree urbanizzate purché a contatto con zone in cui si alternano aree alberate e zone aperte che ne agevolano le picchiate.

La foto di copertina si riferisce ad un individuo a terra nell’atto di consumare un preda (piccione). Le altre foto sono relative ad aquile minori in volo e in particolare: Una con tre individui, uno scuro e due chiari; Una ripresa ventrale di un individuo chiaro; Una in cui è evidente il caratteristico disegno dorsale del piumaggio; Un individuo con un coniglio appena catturato che viene trasportato in un luogo tranquillo per essere consumato.

Quest’ultima è certamente la meno riuscita sotto l’spetto fotografico perché la scena mi ha colto di sorpresa e le impostazioni della fotocamera erano tutt’altro che adeguate (per non parlare dell’obiettivo!). Dal punto di vista documentativo invece è molto interessante perché conferma la capacità dell’Aquila minore di predare anche animali relativamente pesanti rispetto alle sue dimensioni. Si noti infine la comprensibile reazione del povero coniglio che lascia dietro sé una scia di deiezioni. E chi non se la farebbe addosso in queste situazioni!

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