L’Ordine dei Biologi di Sicilia riunisce esperti e istituzioni per affrontare le sfide ambientali dell’Isola. Il presidente Alessandro Pitruzzella: “La prevenzione passa dalla tutela dell’ambiente”
Ambiente, biodiversità e salute non sono ambiti separati, ma componenti di un unico sistema il cui equilibrio incide direttamente sulla qualità della vita delle persone. È questo il principio alla base di One Health, il modello integrato che riconosce la stretta interconnessione tra salute umana, salute animale e benessere degli ecosistemi e che ha guidato i lavori del convegno “One Health Sicilia 2026 – Ambiente, biodiversità e salute per il futuro del territorio”, promosso dall’Ordine dei Biologi di Sicilia con il patrocinio dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente.
I lavori, moderati dal direttore di SiciliaTarget Giuseppe Moscato, sono stati aperti dal presidente dell’Ordine dei Biologi di Sicilia, il professor Alessandro Pitruzzella, che ha posto al centro della discussione il valore della prevenzione, strettamente legata alla tutela ambientale, alle strategie regionali per la sostenibilità e alla capacità dei territori di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Un tema particolarmente rilevante per la Sicilia, caratterizzata da un patrimonio naturalistico di grande valore, ma anche da fragilità che richiedono attenzione e interventi coordinati. La disponibilità e la qualità delle risorse idriche, la gestione degli impianti di depurazione, il controllo delle matrici ambientali e la salvaguardia degli ecosistemi sono questioni che non possono essere affrontate singolarmente.
Proprio sul monitoraggio ambientale si è concentrato il contributo del direttore generale di ARPA Sicilia, Vincenzo Infantino, che ha approfondito il controllo della qualità dell’aria, delle acque e del suolo. Da Tunisi, in collegamento, la dottoressa Margherita Ferrante ha invece affrontato il rapporto tra approccio One Health, sanità pubblica e sostenibilità dei territori, sottolineando la necessità di una visione che metta in relazione prevenzione e condizioni ambientali.
La gestione degli impianti di depurazione e il controllo dei processi biologici sono stati al centro della relazione del dottor Paolo Abbadessa, mentre il dootor Gaetano Damico ha approfondito il tema del riutilizzo delle acque provenienti dagli impianti di depurazione, una prospettiva particolarmente importante in una regione che deve fare i conti con la scarsità della risorsa idrica.
Uno sguardo più ampio sulle caratteristiche climatiche e ambientali dell’Isola è arrivato dal biologo naturalista professor Vincenzo Piccione, che ha trattato la cosiddetta “Sindrome Sicilia”, mettendo in relazione clima, territorio e salute. Il fisico Santi Spartà ha illustrato invece il ruolo della radioecologia, disciplina che rappresenta un punto d’incontro tra fisica, biologia e ambiente.
Il tema della biodiversità e della capacità degli ecosistemi di adattarsi ai cambiamenti climatici è stato affrontato anche dal presidente dell’Ordine degli Agronomi e Forestali di Agrigento Calogero Barbera, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle piante e sulla necessità di preservare il patrimonio naturale.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, on. Giusi Savarino, che ha illustrato le iniziative avviate dalla Regione sui temi della tutela ambientale e della valorizzazione delle riserve naturali, con particolare riferimento alla creazione di nuove aree protette. L’assessore ha inoltre richiamato l’attenzione sul rafforzamento delle attività di vigilanza del territorio: proprio in questi giorni è stato ampliato di Corpo Forestale con l’immissione in servizio di oltre cento nuove guardie forestali, destinate a contribuire al controllo e alla salvaguardia dei boschi e delle foreste siciliane.
Il convegno ha registrato un’ampia partecipazione, con la presenza anche di numerosi studenti universitari, a testimonianza dell’interesse verso questioni che riguardano non soltanto gli addetti ai lavori, ma il futuro delle comunità e dei territori.
Il messaggio emerso dai diversi contributi è chiaro: tutelare l’ambiente significa anche investire nella salute pubblica. Una sfida che per la Sicilia richiede competenze scientifiche, collaborazione tra istituzioni e professionisti e una programmazione capace di guardare al territorio nella sua complessità. È proprio in questa prospettiva che l’approccio One Health assume un valore concreto, trasformando la sostenibilità ambientale in una componente essenziale delle politiche di prevenzione.

