Non si tratterebbe di un episodio isolato, ma di un fenomeno che, secondo la segnalazione, si ripete frequentemente e coinvolge fiori, piante e coroncine lasciati sulle tombe dei propri cari. Chiesto al Comune un intervento per garantire maggiori controlli e sicurezza
Rubare i fiori dalle tombe di chi non c’è più. Un gesto che ferisce non soltanto per il valore materiale di ciò che viene portato via, ma soprattutto per il profondo significato affettivo che quei fiori rappresentano per i familiari dei defunti.
A riportare l’attenzione su un problema che, a quanto pare, si ripete nel tempo è una nostra lettrice, che ha deciso di rivolgere un appello pubblico al sindaco attraverso il nostro giornale, denunciando quanto accaduto sulla lapide della madre.
“Questo è il secondo anno consecutivo che vengono rubati i fiori dalla lapide di mia mamma”, racconta la donna, precisando che non si tratterebbe di un caso isolato. Nel corso dell’anno, infatti, sparirebbero anche altri omaggi floreali, tra cui piante, coroncine e composizioni lasciate sulle tombe dai familiari.
Una situazione che alimenta amarezza e indignazione, soprattutto perché il fenomeno, stando alla segnalazione, si ripeterebbe più volte e coinvolgerebbe anche altre persone che si recano al cimitero per rendere omaggio ai propri cari.
La lettrice si interroga sulle condizioni di sorveglianza del camposanto e sulla possibilità che un luogo così importante per la comunità possa essere lasciato senza adeguate protezioni.
“È possibile che un luogo sacro, dove riposano tutte le persone che abbiamo amato, debba essere lasciato così incustodito e senza le dovute protezioni?”, si domanda, chiedendo spiegazioni anche sul funzionamento delle telecamere di videosorveglianza.
La donna punta proprio sulla necessità di maggiori controlli: “Perché le telecamere non vengono fatte funzionare, permettendo che questa situazione vada avanti? Perché devono funzionare bene le telecamere per individuare gli incivili che abbandonano i rifiuti e non quelle che dovrebbero contribuire a proteggere un luogo sacro?“.
Non è soltanto la perdita di un mazzo di fiori a provocare la protesta, ma il ripetersi di gesti che colpiscono la sensibilità di chi, attraverso un piccolo omaggio floreale, continua a mantenere vivo il ricordo dei propri cari.
Da qui l’appello al sindaco Antonio Palumbo, affinché si intervenga al più presto, verificando il sistema di videosorveglianza e valutando eventuali misure per prevenire nuovi episodi.
“Spero che questa situazione venga risolta al più presto, non soltanto per la mia vicenda, ma per tutti i cittadini che, come me, hanno subito questo vile atto”, conclude la lettrice.
Una segnalazione che riporta al centro dell’attenzione il tema del rispetto dei luoghi della memoria. Il cimitero dovrebbe essere uno spazio di raccoglimento e tranquillità, dove poter ricordare i propri cari senza il timore che anche un semplice fiore lasciato sulla loro tomba possa sparire.

Ma la custodia è la vigilanza deve essere assicurata anche fuori dai muri perimetrali attraverso un sistema di videosorveglianza. Ricordiamo la scritta a sfondo politico che ha deturpato il lato che si affaccia su via Ambrosini. Scritta che è stata cancellata, dopo tante settimane, alla vigilia dell’ inizio della Fiera d’Ottobre che si svolge proprio nell’area adiacente.

