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Favara, il miracolo dei servizi igienici: il water pubblico spunta in periferia, mentre Piazza Cavour aspetta

Sulla strada Esa Chimento, a due passi dal depuratore e lungo un’arteria trafficata verso Villaggio Mosè, compare un insolito arredo urbano. La città senza bagni pubblici nelle sue piazze più frequentate sembra aver trovato una soluzione. Peccato che sia arrivata nel posto più inatteso

C’è chi inaugura una piazza, chi apre una fontana e chi installa una panchina. Favara, invece, potrebbe aver deciso di puntare direttamente al simbolo universale dei veri…bisogni della persona: quelli fisiologici. Un bel water é comparso sulla strada Esa Chimento, in periferia, in una collocazione che sembra trovare una certa ispirazione nella vicinanza del depuratore.

Non sappiamo se si tratti di una provocazione (ipotesi difficile), di un abbandono (ipotesi probabile e comune) o di una nuova, avveniristica concezione dell’arredo urbano. Di certo, la presenza del sanitario non passa inosservata, soprattutto perché si trova lungo una strada molto trafficata, che collega il centro abitato, dalla zona della Mosella, in direzione di Villaggio Mosè.

E così, mentre le città moderne discutono di decoro urbano, servizi ai cittadini e riqualificazione degli spazi pubblici, Favara sembra aver imboccato una strada tutta sua.

La vera sorpresa, però, non è tanto il water in sé, quanto il confronto con la situazione del centro cittadino.

 

Favara, infatti, non dispone di gabinetti pubblici nei principali luoghi di ritrovo e nelle piazze più frequentate. Una lacuna che si fa sentire soprattutto durante manifestazioni, iniziative culturali e appuntamenti che richiamano cittadini e visitatori.

C’è un’eccezione: Villa Ambrosini, dove i servizi igienici sono presenti e ben tenuti. Una dimostrazione concreta del fatto che un bagno pubblico può esistere, funzionare e persino essere mantenuto decorosamente, con tanto di carta igienica e sapone per le.mani.

Villa Ambrosini, polmone verde nella zona nord della città frequentato da famiglie e bambini, dove i servizi igienici sono ben curati

Altrove, invece, chi frequenta il centro deve spesso affidarsi alla disponibilità degli esercizi commerciali, sempre disponibili con l’ utenza ma spesso con poca acqua per lo scarico.  Una situazione poco edificante per una città che vorrebbe valorizzare i propri spazi pubblici.

Ma niente paura: se il centro non è ancora attrezzato, la periferia sembra aver anticipato i tempi. Non un bagno vero e proprio, con porta, acqua corrente e carta igienica, ma almeno il suo elemento più rappresentativo. Una sorta di toilette in versione essenziale, dove il concetto di servizio pubblico si riduce, per ora, alla sola presenza del sanitario.

E qui entra in scena Piazza Cavour, il salotto buono di Favara, dove si affacciano il Castello, il Museo Mendola e Palazzo di Città.

Proprio nel cuore della città sembrava ormai imminente l’apertura di una toilette pubblica, grazie alla disponibilità di un locale al piano terra donato dal consigliere comunale Rino Castronovo, imprenditore, per essere destinato alle esigenze di chi frequenta la piazza e delle tante persone che partecipano alle manifestazioni organizzate nel centro storico.

Un’iniziativa che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto colmare una lacuna evidente e offrire un servizio utile a cittadini, famiglie, turisti e partecipanti agli eventi.

Eppure, tra pratiche e lungaggini burocratiche, l’apertura non è ancora arrivata.

Il risultato è un piccolo capolavoro di paradossi urbani: in pieno centro c’è un locale destinato a diventare un servizio igienico, ma bisogna ancora attendere perché possa svolgere la sua funzione. In periferia, invece, un water è già lì, pronto a ricordare a tutti quanto sia importante il tema dei bisogni.

Al di là delle battute che può suscitare la foto, la vicenda mette in luce due questioni distinte, ma ugualmente importanti.

La prima riguarda l’abbandono di oggetti ingombranti lungo le strade, un fenomeno che richiede controlli, interventi tempestivi e una cultura del rispetto degli spazi comuni.

La seconda riguarda la mancanza di servizi igienici pubblici nei luoghi centrali della vita cittadina. Una necessità elementare, che diventa ancora più evidente quando una piazza ospita eventi, manifestazioni e iniziative che richiamano un pubblico numeroso.

Perché un bagno pubblico non è un lusso, né un dettaglio secondario dell’arredo urbano. È un servizio di civiltà, utile a tutti e indispensabile per alcune categorie di persone, dalle famiglie con bambini agli anziani, fino a chi ha esigenze specifiche di accessibilità.

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