Meno tempo per la presa in carico e una riduzione significativa della permanenza complessiva in Pronto soccorso. È quanto emerge dal primo confronto effettuato dall’ASP di Agrigento sui dati del “San Giovanni di Dio”, nel percorso di monitoraggio avviato dalla nuova Direzione strategica sull’emergenza-urgenza.
Tra il 30 agosto e il 6 settembre gli accessi registrati sono stati 1.059, mentre nella settimana successiva, dal 7 al 14 settembre, sono stati 789. Nello stesso periodo il tempo medio di presa in carico è passato da 110,1 a 77,4 minuti, mentre la permanenza media complessiva in Pronto soccorso è scesa da 626,1 a 399,2 minuti.
In calo anche il numero dei pazienti che si sono allontanati prima della conclusione del percorso: da 105 nella prima settimana a 69 nella seconda.
È partendo da questi primi dati che il commissario straordinario dell’ASP di Agrigento, Alessandro Delle Donne, ha effettuato ieri una nuova visita tecnica al Pronto soccorso del “San Giovanni di Dio” e, come annunciato al momento del suo insediamento, un sopralluogo anche al “Giovanni Paolo II” di Sciacca. Delle Donne era accompagnato dal direttore sanitario dell’ASP, Raffaele Elia, e dal direttore del Servizio tecnico, Alessandro Di Nolfo. Le visite hanno riguardato l’organizzazione dei servizi, i flussi di accesso, le condizioni operative, le dotazioni e le principali criticità, con un confronto diretto anche con il personale impegnato nei reparti.
Ad Agrigento il monitoraggio si inserisce nel piano di potenziamento dell’emergenza-urgenza avviato dal nuovo management, che comprende anche l’affidamento della guida del Pronto soccorso al dottor Salvatore Gallo e il progressivo rafforzamento delle risorse e dei percorsi assistenziali. Durante la visita, il commissario ha inoltre incontrato alcuni pazienti e caregiver presenti nelle sale d’attesa, raccogliendo direttamente le loro impressioni sulla tempestività e sull’efficienza della presa in carico.
“Il dato che ci interessa maggiormente è la riduzione dei tempi – ha detto Delle Donne – perché significa rendere più fluido il percorso del paziente e, allo stesso tempo, creare condizioni organizzative migliori per gli operatori”.
Il commissario ha però invitato a leggere i numeri con prudenza, ricordando che si tratta di un periodo ancora limitato. Il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane per verificare la stabilità dei risultati e individuare gli eventuali ulteriori interventi necessari nei Pronto soccorso dell’Azienda.
