HomeCronacaAgrigento ricorda Rosario Livatino: cerimonia in contrada Gasena

Agrigento ricorda Rosario Livatino: cerimonia in contrada Gasena

Nel 36° anniversario della sua uccisione, istituzioni e associazioni al Parco Livatino per ricordare il magistrato agrigentino. La sua figura continua a essere un punto di riferimento soprattutto nelle scuole, anche dopo il 21 settembre

Trentasei anni dopo la sua uccisione, il nome e l’esempio del giudice Rosario Angelo Livatino continuano a parlare alla comunità agrigentina e, soprattutto, alle nuove generazioni.

Questa mattina, 21 settembre, il Parco Livatino ha ospitato la commemorazione del magistrato ucciso dalla criminalità organizzata il 21 settembre 1990, in una cerimonia sobria e raccolta alla quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, associazioni e volontari.
Livatino, il magistrato che per la sua giovane età venne ricordato come il “giudice ragazzino”, è oggi una figura particolarmente presente nelle iniziative dedicate agli studenti. Il suo percorso umano e professionale viene spesso proposto nelle manifestazioni scolastiche come esempio di impegno, rigore, senso del dovere e rispetto delle istituzioni. È soprattutto attraverso i giovani che la memoria del magistrato continua così a trasformarsi in una testimonianza viva.

La sua storia, infatti, non viene ricordata soltanto come quella di un servitore dello Stato vittima della mafia, ma come quella di un uomo che aveva scelto di esercitare il proprio ruolo con discrezione, sobrietà e profondo senso della responsabilità. Un modello che, a distanza di decenni, continua a essere raccontato nelle scuole e negli incontri con gli studenti per riflettere sul significato della legalità e della responsabilità personale.

Alla commemorazione organizzata presso il Parco Livatino hanno partecipato numerosi soci del Co.n.al.pa. – sezione “Beato Rosario Livatino”, insieme al reggente dell’associazione Giuseppe Ballarò e a Domenico Bruno, in rappresentanza del coordinamento regionale.
Significativa la presenza delle istituzioni. Alla cerimonia hanno preso parte il Prefetto di Agrigento, il Questore, il Comandante provinciale dei Carabinieri ed  il comandante della Capitaneria di Porto. Oltre al Comune di Agrigento presenti anche i sindaci di Campobello di Licata, Castrofilippo, Naro, Canicattì e Aragona, l’ Assessore regionale Giusy Sabatino e la deputata nazionale Ida Carmina.
Alla commemorazione hanno preso parte anche Franco Messina, presidente dell’associazione UNIMRI intitolata a Rosario Livatino, e Vincenzo Iorio, Luogotenente C.S. dei Carabinieri e presidente del Centro Locale IPA (International Police Association) di Agrigento ed il Centro Studi “Antonio Russello”.

A sinistra Giuseppe Ballarò

“La presenza delle istituzioni accanto ai volontari – ci dice Giuseppe Ballarò- che quotidianamente si prendono cura del Parco Livatino assume un significato particolare. Il luogo dedicato al magistrato non è soltanto uno spazio della memoria, ma rappresenta un punto di incontro tra passato e presente, dove il ricordo di Livatino può continuare a essere trasmesso alle nuove generazioni.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più significativi dell’eredità del giudice: il suo esempio continua a essere proposto ai ragazzi non come una pagina lontana di storia, ma come una testimonianza concreta di come sia possibile svolgere il proprio dovere con coerenza e senso delle istituzioni”.

La memoria di Rosario Livatino, dunque, continua a vivere anche attraverso le tante iniziative scolastiche che ogni anno lo vedono protagonista di incontri, riflessioni e momenti di approfondimento. È in quei contesti che la figura del magistrato può assumere un significato ancora più profondo: parlare ai giovani significa infatti affidare a loro il compito di mantenere viva una testimonianza.

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