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“Due Mani sul Cuore”: la cultura del primo soccorso coinvolge le scuole di Favara

L’Associazione Davide per lo Sport, nata per ricordare il giovanissimo alunno dell’ Istituto Guarino scomparso durante un allenamento nella palestra della propria scuola mentre giocava a basket, porta avanti un importante percorso formativo per sensibilizzare tutte le comunità scolastiche (personale, alunni e famiglie) alla prevenzione ed al primo soccorso. Ieri sono stati coinvolti i docenti ed il personale ATA dell’I.C. Falcone Borsellino diretto dalla dott.ssa Maria Vella, ma il progetto punta a coinvolgere tutti gli istituti della città.


A Favara, quindi, prende forma un importante progetto di sensibilizzazione e formazione che va oltre i percorsi formativo obbligatori che le Istituzioni Scolastiche organizzano e che è dedicato alla cultura del primo soccorso e alla sicurezza negli ambienti scolastici. Si chiama “Due Mani sul Cuore” ed è promosso dall’Associazione che cura la gestione del campetto di basket di via Ambrosini.
Il percorso è già stato avviato con il personale docente e scolastico dell’Istituto Comprensivo di via Angela D’ Oro a conclusione di un corso di formazione portato avanti dall’ ing. Calogero Fabio Patti.

La parte pratica è stata svolta da Salvina Airò Farulla, mamma di Davide Licata, che da tempo svolge i corsi dedicati alle principali manovre di primo soccorso, alla rianimazione cardiopolmonare (RCP) e al BLSD, con particolare attenzione all’utilizzo del defibrillatore.
“La partecipazione del personale scolastico -ci dice Salvina Airò Farulla- rappresenta un passaggio fondamentale: la scuola, infatti, è uno dei luoghi principali della comunità e formare chi quotidianamente vive al suo interno significa aumentare la consapevolezza e la capacità di intervenire tempestivamente di fronte a un’emergenza”.
L’iniziativa dell’Associazione Davide per lo Sport non si fermerà, però, al primo istituto coinvolto. L’intento è portare il percorso formativo in tutti gli altri istituti scolastici di Favara, creando una rete sempre più ampia di persone preparate e consapevoli dell’importanza del primo soccorso.


“Il progetto – continua Salvina Airò Farulla- guarda anche alle nuove generazioni. Attraverso il Metodo Ungaretti “Uniti per l’Italia”, l’associazione intende promuovere tra bambini e ragazzi la cultura del soccorso, della solidarietà e della sicurezza.
L’obiettivo è avvicinare i più giovani alle corrette procedure da adottare in caso di emergenza, trasformandoli in protagonisti di un percorso educativo che mette al centro il valore della vita e dell’aiuto reciproco”.
Un momento particolarmente significativo del progetto sarà il 16 ottobre, giornata nella quale tutte le scuole di Favara saranno invitate a partecipare a un’iniziativa dedicata alla rianimazione cardiopolmonare.
L’appuntamento si svolgerà direttamente al campetto di basket, che si trova nel quartiere dove ogni venerdì c’è il mercato settimanale, dove saranno organizzate dimostrazioni pratiche di BLSD e attività di sensibilizzazione. A essere protagonisti delle dimostrazioni saranno proprio i bambini, chiamati a mostrare quanto appreso durante il percorso formativo.


La giornata si concluderà con musica e giochi, trasformando un momento di formazione in una vera festa della comunità scolastica e cittadina.
“Due Mani sul Cuore” nasce quindi con una prospettiva precisa: fare della conoscenza delle manovre di primo soccorso un patrimonio condiviso, partendo dalle scuole e coinvolgendo progressivamente tutta la comunità.
La formazione del personale scolastico e l’educazione dei più giovani possono contribuire a creare ambienti maggiormente consapevoli e preparati ad affrontare situazioni di emergenza.
L’Associazione Davide per lo Sport rinnova così il proprio impegno sul territorio, puntando sulla formazione come strumento di prevenzione e sulla collaborazione con le scuole come elemento fondamentale per costruire una comunità più attenta alla sicurezza e al valore della vita.
Un percorso che parte dall’I.C. Falcone Borsellino, ma che guarda già all’intera città: da una scuola a tutte le scuole, dagli adulti ai bambini, perché imparare a salvare una vita è una responsabilità che riguarda tutti.

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