Giocattoli, materiale scolastico e beni di prima necessità: la città risponde con generosità all’iniziativa promossa dal Centro antiviolenza Gloria e da Agorà – Persone per il Territorio. I beni saranno distribuiti alle famiglie in difficoltà anche nei comuni vicini.
A Favara la tradizione di “Chi ti purtaru i morti”, ovvero i doni che, secondo un’antica consuetudine, i defunti portano ai bambini in occasione della commemorazione del 2 novembre, si è trasformata in una grande occasione di solidarietà. Giocattoli, materiale scolastico, generi di prima necessità e, soprattutto, tanta partecipazione e sensibilità: è questo il bilancio dell’iniziativa promossa dal Centro antiviolenza “Gloria” e da Agorà – Persone per il Territorio, insieme a Cittadinanza Attiva di Favara.
Una raccolta benefica che ha coinvolto scuole, associazioni e centri culturali, con l’obiettivo di raggiungere quelle famiglie che, a causa delle difficoltà economiche, non possono vivere serenamente una ricorrenza così significativa per i più piccoli. E la risposta della comunità è stata davvero importante. Il magazzino allestito nei locali di via Kennedy si è riempito di donazioni, testimonianza concreta di una città capace di riconoscersi nei bisogni degli altri e di mobilitarsi quando c’è da tendere una mano.
Ieri sera, proprio negli spazi che hanno ospitato la raccolta, si è svolto un momento di incontro e ringraziamento per quanti hanno contribuito alla riuscita del progetto. A fare gli onori di casa la presidente del Centro antiviolenza “Gloria”, Liliana Militello, che ha accolto il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, il sindaco Antonio Palumbo, il questore Tommaso Palumbo, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Federico Palmieri, il comandante della Tenenza dei Carabinieri di Favara, tenente Paolo Milo, la presidente del Consiglio comunale Miriam Mignemi e l’arciprete don Nino Gulli. Presenti anche rappresentanti delle associazioni, dei centri culturali e delle realtà che hanno aderito alla raccolta.
La presidente Militello ha espresso gratitudine a tutti coloro che si sono messi a disposizione, mentre parole di apprezzamento per il valore dell’iniziativa sono arrivate dal prefetto Caccamo. Anche il sindaco Palumbo, a nome dell’intera comunità favarese, ha voluto ringraziare le associazioni e i cittadini che hanno reso possibile questo risultato. Un grazie al cuor di Favara è arrivato anche dalla presidente Mignemi
I beni raccolti saranno distribuiti attraverso le parrocchie, che conoscono da vicino le situazioni di bisogno e possono individuare le famiglie alle quali destinare gli aiuti. La solidarietà non si fermerà a Favara, ma raggiungerà anche persone in difficoltà di altri comuni del territorio.
“Chi ti purtaru i morti” diventa così molto più di una raccolta di doni. È il recupero di una tradizione popolare che si rinnova nel presente, trasformando il ricordo dei propri cari in un gesto di attenzione verso chi ha più bisogno. Perché il regalo più bello, in fondo, è quello che si riesce a fare agli altri.




