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Foto quasi in bianco e … blu

Certi paesaggi si prestano a immagini fotografiche gradevoli ed equilibrate e raccontano immediatamente la storia e il carattere di un territorio.

Non sembra necessario scegliere particolari punti di ripresa o selezionare inquadrature per ottenere immagini che provino a raccontare un posto. È proprio il posto che fa tutto da solo, servendosi esso stesso di una fotocamere e di un tizio che pigia un bottone.

Torna in mente un passaggio della famosa canzone Luci a San Siro di Roberto Vecchioni “ricordi il gioco dentro la nebbia, tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là, ma stai barando, tu stai gridando, così non vale, è troppo facile così”. Sembra proprio vero, così non vale, è troppo facile così fare il fotografo.

È quello che mi è capitato di pensare qualche anno fa a Levanzo – isola dal paesaggio straordinario – in cui ogni angolo, ogni scorcio trasmettevano armonia e bellezza e tutto sembrava troppo facile, bastava puntare la fotocamera e scattare. Sarà merito del mare e della natura dei luoghi ma sicuramente la delicatezza con cui è stata esercitata l’attività umana ha avuto un ruolo determinante.

Anche gli edifici, per dimensioni e forme e soprattutto per i colori uniformi i cui prospetti richiamano il bianco/ocra della roccia calcarea locale e gli infissi azzurri che richiamano il mare sembrano dire che è possibile mettere insieme equilibrio, armonia ed attività umane. Senza volerlo quasi tutte le foto non sembrano né a colori né in bianco e nero ma quasi in bianco e blu, come se la piccola cittadina nella sua crescita fosse stata tanto attenta a non voler prevalere sulla natura dei luoghi entrandoci in punta di piedi, con rispetto.

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