Un messaggio forte, nel segno dell’accoglienza, della solidarietà e del diritto alla vita. È quello lanciato ieri sera da Gianfranco Jannuzzo dal palco di Comitini, dove l’artista agrigentino ha portato in scena il suo spettacolo “Recital”, inserito nel cartellone estivo promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Nigrelli.
Nel corso di una serata applauditissima, Jannuzzo ha voluto dedicare un momento particolare alla candidatura di Lampedusa al Premio Nobel per la Pace, sposando idealmente una proposta che negli anni è stata sostenuta da numerose personalità della cultura e delle istituzioni.
L’idea di riconoscere agli abitanti dell’isola il Nobel per il loro impegno nell’accoglienza e nel soccorso dei migranti è stata rilanciata più volte, anche da figure come Dacia Maraini, Stefania Auci, Pietro Bartolo e dal regista Gianfranco Rosi. Già nel 2016 Rosi e Bartolo avevano indicato negli abitanti di Lampedusa un esempio di solidarietà meritevole del massimo riconoscimento internazionale per la pace.
La proposta è tornata al centro del dibattito nelle ultime settimane, anche grazie alla recente e storica visita di Papa Leone XIV, con nuovi appelli a favore dell’isola. Nel luglio 2026, ad esempio, l’europarlamentare francese Bernard Guetta ha definito l’umanità dimostrata nel tempo dagli abitanti e dalle autorità di Lampedusa meritevole di un riconoscimento internazionale come il Nobel per la Pace.
Dalla piccola Comitini, città del Tricolore che vanta di essere stata la prima comunità italiana ad essere ricevuta dal Pontefice in Vaticano dopo la sua elezione, Jannuzzo ha scelto di legare questo messaggio a una storia tutta agrigentina. Accanto al Simulacro di San Calò, il Santo Nero veneratissimo da Agrigento a Sciacca, da Naro a Favara, l’attore ha chiamato sul palco la piccola Mariam e la sua mamma, alla vigilia del primo compleanno della bambina. https://www.siciliatarget.it/2025/08/17/parto-alla-guardia-medica-e-dopo-50-anni-nasce-una-bimba-a-comitini/
La nascita di Mariam ha rappresentato infatti un evento particolarmente significativo per Comitini: dopo circa mezzo secolo, una bambina è tornata a nascere nel piccolo centro dell’Agrigentino, una comunità che conta meno di mille abitanti. Un avvenimento che Jannuzzo ha trasformato in un’occasione per parlare di futuro, di comunità e soprattutto di accoglienza.

“Il Mediterraneo è diverso non per il colore della pelle di chi vi naviga ed abita da sempre, ma per le differenze paesaggistiche delle rispettive coste, porti, paesi e città, sapori e piatti cucinati. Ma la gente è tutta uguale, tutti devono godere dei propri diritti e tra tutti il diritto alla vita”, ha affermato l’artista tra gli applausi di una piazza piena ai piedi di Palazzo Bellacera. Parole che hanno trovato nella piccola Mariam un simbolo particolarmente efficace.
“Mariam è figlia della nostra terra”, è nata proprio un anno fa in questa piccola comunità che non ha nemmeno mille anime. La sua nascita ha segnato un fatto storico: una bambina venuta alla luce a Comitini dopo mezzo secolo. Ed oggi non solo il Sindaco Nigrelli e Comitini ma tutta la comunità euromediterranea fa festa nel giorno del suo compleanno».
Il messaggio lanciato da Jannuzzo è stato dunque anche una netta condanna verso ogni forma di emarginazione, politica o sociale, e un invito a riaffermare il valore universale dei diritti umani.
Lampedusa, in questo senso, diventa il simbolo di un Mediterraneo che non dovrebbe essere soltanto una frontiera, ma un luogo di incontro tra popoli. L’isola è da tempo associata alle storie di soccorso e accoglienza dei migranti e, proprio per questo, negli anni è stata indicata come possibile destinataria del Nobel per la Pace. Nel 2016 Pietro Bartolo ricordava come gli abitanti dell’isola, di fronte alle emergenze, non si fossero mai tirati indietro, sostenendo che quella popolazione meritasse un riconoscimento. Il Nobel, ad oggi, non è arrivato. Ma il valore della candidatura rimane soprattutto nel significato che porta con sé: riconoscere a una comunità, più che a un singolo individuo, la capacità di mettere al centro la persona e il diritto alla vita.
E proprio da un piccolo paese dell’Agrigentino, nel giorno in cui una bambina diventava simbolo di rinascita e futuro, Gianfranco Jannuzzo ha voluto rilanciare quel messaggio. Un messaggio che attraversa il Mediterraneo e che, da Comitini, guarda idealmente verso Lampedusa: accogliere, includere, non discriminare e difendere il diritto alla vita non sono soltanto scelte politiche, ma valori universali.
Foto di Alessandro Accurso Tagano
