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Una famiglia danese si trasferisce a Favara e pulisce un angolo del centro storico

Ci sono gesti che valgono più di tante parole. Gesti semplici, quotidiani, capaci però di raccontare meglio di qualsiasi discorso cosa significhi sentirsi parte di una comunità.

È proprio questo il significato della fotografia che il notaio Andrea Bartoli, fondatore di Farm Cultural Park, ha voluto condividere sul suo profilo social: quattro persone, due adulti e due ragazzi, impegnate a ripulire una strada pubblica di Favara, in via Sottotenente Giglia.

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Guardando la foto, Bartoli li ha riconosciuti subito: Max e Mina, insieme ai loro figli Charlie ed Elvis. Una famiglia arrivata da Copenaghen, che ha scelto di lasciare la Danimarca per trasferirsi a Favara e costruire qui una nuova parte della propria vita.
La loro storia aveva già attirato l’attenzione nei giorni scorsi. Ma il gesto compiuto il 13 agosto aggiunge un capitolo ancora più significativo.
Mentre avrebbero potuto trascorrere la giornata al mare, i quattro nuovi abitanti hanno scelto, spontaneamente e senza clamore, di dedicarsi alla pulizia di uno spazio pubblico. Nessun annuncio, nessuna ricerca di visibilità: semplicemente, rimboccarsi le maniche e prendersi cura di un luogo che ormai considerano anche loro casa.
Ed è forse questo il segnale più bello che potessero dare.

Andrea Bartoli con la moglie Florinda Saieva

Farm Cultural Park, nata dall’intuizione di Andrea Bartoli e Florinda Saieva, ha trasformato i Sette Cortili di Favara in un luogo conosciuto ben oltre i confini della Sicilia: un vero ombelico del mondo dove si incontrano persone provenienti da Paesi, etnie, culture e religioni diverse, unite dalla passione per l’arte, l’architettura e il bello.
In questo contesto, l’arrivo di una famiglia del Nord Europa assume un valore che va oltre la semplice scelta di trasferirsi in un’altra città. Significa contaminazione, incontro, scambio. Ma significa anche partecipazione.
Max, Mina, Charlie ed Elvis non si sono limitati ad abitare Favara: hanno iniziato a viverla, prendendosi cura di uno spazio che appartiene a tutti.

È un piccolo gesto, certo. Ma proprio i piccoli gesti possono diventare grandi segnali. In una città che ha bisogno di maggiore attenzione verso il decoro e la pulizia degli spazi pubblici, vedere quattro nuovi cittadini impegnati a raccogliere rifiuti lungo una strada può rappresentare una lezione silenziosa per tutti.
E soprattutto può diventare un esempio.
«Ecco chi sono – ha scritto Andrea Bartoli – i nostri nuovi concittadini». Una definizione che racchiude tutto: non semplicemente ospiti, non soltanto persone che hanno scelto Favara come nuova destinazione, ma concittadini.

“La comunità, intanto, si prepara ad accoglierli come meritano. Domenica 16 agosto, alle 19, nel giardino dei Sette Cortili -annuncia il notaio Bartoli- è in programma una festa di benvenuto. Porchetta, pannocchie e, soprattutto, la voglia di stare insieme”.
Un modo semplice e autentico per dire a Max, Mina, Charlie ed Elvis: benvenuti a Favara.
Perché una comunità non si costruisce soltanto con grandi progetti, musei, opere d’arte e iniziative culturali. Si costruisce anche raccogliendo un rifiuto da terra, pulendo una strada, rispettando uno spazio comune.
E se quattro persone arrivate da Copenaghen hanno deciso di cominciare proprio da lì, forse Favara ha trovato quattro nuovi cittadini capaci di ricordare a tutti che il bello, prima ancora di essere ammirato, va anche custodito.
Domenica si farà festa. Ma il regalo più bello, forse, Max, Mina, Charlie ed Elvis lo hanno già fatto alla loro nuova città.

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