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Avv. Sollazzo: “Definizione agevolata, un passo avanti importante, ma serve una scelta più coraggiosa: aderire alla “Rottamazione-quinquies”

Sulla questione “Rottamazione quinquies” per il pagamento senza mora ed interessi della cartelle esattoriale, e la “Definizione agevolata” per il pagamento dei tributi locali proposta dall’amministrazione comunale di Favara, torna ad intervenire l’avvocato Danila Sollazzo.

“Se da un lato la notizia della Definizione agevolata predisposta dall’amministrazione comunale merita un sincero plauso,  perché dimostra in ogni caso una sensibilità verso i contribuenti in difficoltà economica,  dall’altro non possiamo non ravvisare una forte preoccupazione – scrive – Non possiamo infatti ignorare il limite di questa impostazione, peraltro espressamente e onestamente ammesso dallo stesso Sindaco: approvare oggi solo questo regolamento lascerebbe fuori tutti i crediti e le somme già affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione”.

L’avvocato Sollazzo evidenzia che le cartelle sono, purtroppo, la fetta più consistente dei debiti dei cittadini, spesso quelli più datati e gravosi. Il nodo della questione sta proprio nella profonda differenza tra i due strumenti che l’Amministrazione ha oggi sul tavolo.

Spiega il legale: “La Definizione Agevolata prevista dalla Legge 199/2025, ovvero dalla Legge di Stabilità per l anno 2026, di cui si parla ormai dal mese di gennaio ed adottata già da alcuni Comuni, si limita infatti a sanare le entrate gestite direttamente dal Comune e, per quanto più di rilievo, solo con riferimento a pochi anni d’imposta!  Al contrario, l’adesione alla Definizione Agevolata delle cartelle, con la “Rottamazione-quinquies” prevista dalla Legge n. 88/2026 di conversione del Decreto Fiscale, interverrebbe proprio lì dove il bisogno è più acuto, intercettando tutti i carichi già passati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione”.

La Definizione non esclude comunque la Rottamazione. “Dopo l’importante apertura concessa dal Decreto Fiscale scegliere la prima via, ed escludere la seconda, significherebbe creare una profonda ed iniqua disparità di trattamento, lasciando senza tutele proprio i cittadini e le imprese che si trovano nella situazione di sofferenza economica più avanzata, ovvero coloro che hanno già cartelle esattoriali in mano”.

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