L’emergenza idrica continua ad aggravarsi in diversi Comuni serviti da AICA, mentre i cittadini fanno i conti con turni di distribuzione sempre più lunghi, rubinetti a secco e un clima di crescente esasperazione sociale.
A Favara, più volte, la società che gestisce il servizio idrico ha rinviato i turni di erogazione dell’acqua per cause diverse come la riduzione delle forniture, i lavori sulla condotta di adduzione principale e le rotture sulla rete cittadina. Inoltre a Favara, il pozzo comunale che negli ultimi tempi aveva contribuito a dare un supporto importante all’approvvigionamento idrico, risulta inspiegabilmente fermo da circa un mese a causa della mancanza di energia elettrica nelle pompe. Un blocco che pesa enormemente sulla disponibilità d’acqua per la città e che molti cittadini giudicano incomprensibile e grave, considerato che si tratta di un servizio pubblico.
Ad aggravare ulteriormente il quadro c’è anche la paralisi del servizio delle autobotti private. I cosiddetti “padroncini”, infatti, hanno di fatto adottato una sorta di serrata dopo le nuove regole introdotte da AICA per l’approvvigionamento e il trasporto dell’acqua. Le nuove disposizioni hanno provocato forti proteste tra gli operatori del settore, con il risultato che le autobotti private sono rimaste ferme proprio nel momento in cui rappresentavano una delle poche alternative per tamponare l’emergenza.
La conseguenza diretta di questi fattori è l’allungamento dei turni di distribuzione, con interi quartieri che restano senz’acqua per periodi sempre più lunghi. Cresce così la rabbia dei cittadini, mentre in molti centri iniziano ad emergere segnali evidenti di tensione sociale. Una situazione che sta generando disagi enormi per le famiglie e le attività commerciali, costrette ad affrontare giorni interi senza acqua, con inevitabili ripercussioni anche sul piano igienico-sanitario e sulla qualità della vita.
Un allarme lanciato più volte anche da diversi amministratori locali. Tra questi il sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo, che in diverse occasioni ha evidenziato il rischio di un clima sempre più pesante nella sua città, sottolineando come il disagio quotidiano delle famiglie possa trasformarsi in esasperazione sociale.
Il tema è stato al centro anche dell’incontro svoltosi ieri tra i sindaci che fanno parte dell’ATI Idrico, AICA e rappresentanti delle istituzioni. . Nel corso della riunione è stata affrontata la gravità della situazione e si è deciso di prorogare per sei mesi, visto lo stato di emergenza, l’attuale possibilità di approvvigionamento e servizio privato di autobotti.
Intanto, l’emergenza continua così come i rinvii dei turni di distribuzione idrica con un ritorno ad una certa normalità (se così vogliamo definire una turnazione idrica di una settimana), che appare ancora lontana.

Sull’emergenza idrica si registra una nota della parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle on Ida Carmina: “Ho inviato una formale richiesta di intervento urgente al Prefetto di Agrigento per denunciare la gravissima emergenza idrica che sta colpendo Canicattì, Porto Empedocle e numerosi comuni della provincia agrigentina. Parliamo di cittadini costretti a vivere con turnazioni insostenibili, famiglie che attendono anche 10 o 15 giorni per ricevere acqua, quartieri interi lasciati senza un servizio essenziale e persone obbligate a ricorrere alle autobotti private sostenendo costi sempre più pesanti. Una situazione che non è più tollerabile in un Paese civile“.
Nella lettera la parlamentare ha chiesto al Prefetto di segnalare al Governo e ai Ministeri competenti la drammatica condizione del territorio agrigentino e di promuovere un tavolo istituzionale permanente per affrontare un’emergenza che rischia ormai di sfuggire al controllo delle amministrazioni locali. “Desta enorme preoccupazione anche la tensione che si è creata attorno al servizio sostitutivo tramite autobotti e le criticità che stanno interessando Porto Empedocle, dove il ricorso alle forniture sostitutive è ormai indispensabile per garantire l’approvvigionamento idrico ai cittadini – continua la nota dell’on. Carmina – Nei prossimi giorni presenterò inoltre una specifica interrogazione parlamentare ai Ministri competenti affinché il Governo si assuma finalmente le proprie responsabilità”.
