È ancora presente il Fratino (Charadrius alexandrinus) alla foce del fiume Naro e, dal punto di vista ambientale, è un buon segno.
Ma chi è il Fratino? È un minuscolo uccello dal piumaggio color sabbia e bianco che vive e si riproduce prevalentemente lungo le rive del mare, prediligendo le aree dunali dove trova alimento e luoghi di nidificazione.
Frequenta anche i laghi, le foci e le lagune. La sua alimentazione è costituita da insetti, larve, piccoli crostacei, vermi marini e piccoli molluschi. Ha movimenti rapidi che alterna a brevi soste durante le quali, individuata la piccola preda, becca e poi riparte. Ha un piumaggio dai colori molto simili a quelli della spiaggia riuscendo in tal modo a mimetizzarsi con l’ambiente e a sfuggire alla vista dei predatori. Il suo nido è costituito da una semplice depressione sulla sabbia, scelta al riparo dal moto ondoso, ove vengono deposte in genere tre uova anch’esse dai colori piuttosto mimetici. Secondo la classificazione internazionale IUCN, il Fratino è considerato specie in pericolo di estinzione (EN) a causa dell’eccessivo utilizzo delle spiagge e dell’erosione costiera che ne hanno ridotto pesantemente l’estensione dell’habitat, con perdita di disponibilità alimentare e luoghi di nidificazione. La sua scomparsa da un luogo indica che qualcosa non va: o sono aumentate le azioni di disturbo oppure si è ridotta la superficie del suo habitat. La sua presenza, viceversa, è un indicatore di buone condizioni ambientali.
La tendenza attuale della popolazione del Fratino è in sostanziale declino a causa del disturbo degli habitat costieri (attività balneari intensive e azioni connesse, “pulizia” meccanica delle spiagge, presenza di cani liberi). A ciò si aggiunge anche la perdita dell’habitat costiero dovuto alla urbanizzazione e alla realizzazione di opere infrastrutturali spinte, spesso senza alcuna necessità, fin sulle aree dunali.
Dovremmo cominciare a ripensare alle spiagge non solo come luoghi di divertimento ma come delicati e fragili ecosistemi nei quali ogni utilizzazione e ogni intervento urbanistico e infrastrutturale può avere ricadute notevoli e talvolta irreversibili. Nel rispetto degli equilibri ambientali, la fruizione non solo è possibile ma può diventare un’esperienza migliore e più appagante perché esercitata in seno a un contesto più sano e rilassante. Non si tratta solo di rispetto della fauna e della vegetazione ma anche nei nostri confronti e, soprattutto, nei confronti delle future generazioni, verso le quali abbiamo il dovere di riconsegnare un ambiente uguale, se non proprio migliore, a come lo abbiamo ricevuto.



