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Il 18 aprile 1948, le prime elezioni politiche per la nascita del Parlamento Italiano

Il 18 aprile 1948 si tennero le prime elezioni politiche della storia della Repubblica Italiana per il rinnovo del Parlamento, segnando una svolta decisiva per la storia d’Italia. Elezioni fondamentali dopo l’entrata in vigore della Costituzione (1° gennaio 1948). Tutti, uomini e donne, poterono esprimere il loro voto politico: per le donne era la prima volta dopo il Referendum del 2 giugno 1946, anche se avevano già votato, ma per le prime elezioni amministrative del 31 marzo 1946. Ai seggi si recarono il 92% degli italiani, quasi 27 milioni di persone e il responso delle urne parlò chiaro: il 48,5% degli italiani votò per la Democrazia Cristiana, mentre il Fronte Popolare si è fermato al 31%.

Su questa importante data vi proponiamo una riflessione di don Diego Acquisto, parroco della Chiesa San Vito e decano dei sacerdoti di Favara.

“Il 18 aprile 1948 era domenica, una domenica speciale per gli italiani che dopo il ventennio fascista, con i criteri democratici appena fissati  dalla nuova Carta Costituzionale (che aveva sostituito il vecchio Statuto Albertino dell’epoca monarchica),  furono chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti  nel Parlamento repubblicano, bicamerale, cioè….Camera e Senato.

Le prime elezioni politiche dopo la nascita della Repubblica, le prime a cui poterono votare per la prima volta anche le donne. Aspra e combattuta era stata la campagna elettorale, si scontravano allora, sul piano ideologico, due principali culture, quella cattolica e quella social-comunista. Uno scontro ideologico a cui, magari, in buona parte, non pochi partecipavano magari senza saperlo, senza capirlo, almeno sino in fondo, nella sua importanza.

Ma la classe intellettuale, che allora, comunque era una fascia sicuramente limitata, rispetto ad oggi, sicuramente capiva. Di fronte due grandi Partiti di massa che, erano rimasti uniti e concordi nell’approvare prima la Carta Costituzionale. Democrazia Cristiana ed il Fronte Popolare, quest’ultimo formato dal Partito Comunista e da quello Socialista; due fronti contrapposti che avevano entrambi radici profonde nella coscienza popolare ed incidevano molto nel tessuto sociale. Contrapposti ed avversari sul piano sociale e programmatico, oltre che ideologico,  si rivelavano tuttavia chiaramente responsabili  e  reciprocamente complementari nell’assicurare e garantire un equilibrio, sì un equilibrio, nel  nuovo sistema politico che doveva iniziare, dopo l’esperienza fascista.

Due “modelli contro”, ma accomunati dall’antifascismo e dalla volontà  e  passione di dare un nuovo volto e taglio  alla vita politica, non più fondata sul mito di una persona forte. La Democrazia Cristiana  aveva il suo leader nel trentino Alcide De Gasperi, mentre  il Fronte  Popolare, (comunisti e socialisti) era rispettivamente guidato dal piemontese Palmiro Togliatti e dal romagnolo Pietro Nenni, due figure anche queste, di grande cultura e caratura politica e umana.

Le Sinistre, a cui bisogna dare atto di avere positivamente ed attivamente operato come partigiani, nella guerra di Liberazione dal 1943 al 1945, così come i militanti del fronte contrapposto, che tutti, a partire da De Gasperi, avevano lottato e sofferto carcere e persecuzione anche durante il fascismo. Ma adesso bisognava votare e vedere nel segreto dell’urna chi aveva effettivamente la maggioranza dei consensi.

Il Fronte Popolare, cioè Comunisti e Socialisti, erano pressoché sicuri di vincere la competizione elettorale. Comizi partecipatissimi in tutte le Piazze d’Italia, grande passione, qualche scontro anche fisico non è mancato. Ma i capi seppero tenere la barra diritta ed invitare tutti, ognuno nella sua parte, ad evitare la violenza e confrontarsi democraticamente. Bisognava contare i voti, stavolta davvero liberi, espressi nel segreto della cabina elettorale. I risultati che uscirono dal segreto dell’urna, costituirono per loro un’amara, amarissima  sorpresa.

La Democrazia Cristiana, con l’appoggio anche delle associazioni cattoliche,  ottenne la maggioranza assoluta, vinse ampiamente con  oltre 12 milioni di voti, superando largamente il Fronte, che restava nettamente in minoranza, anche se si fosse aggiunto quel gruppo di socialisti di  Ivan Matteo Lombardo, che aveva rotto  con il Fronte  in polemica con i Comunisti, ottenendo però  2 milioni di consensi..

Quel 18 aprile  1948 segnò per diversi decenni la vita politica e sociale italiana, con la prevalenza  della  Democrazia Cristiana sino al 1994; con la  costante tendenza della DC a coinvolgere sempre le altre forze politiche ed  il suo modo di governare che – a parte i giudizi contrastanti – segnò però un aumento pressoché costante  della classe media e quindi nel complesso una più  equilibrata distribuzione della ricchezza prodotta, proprio in netto contrasto con quello che, invece,  hanno registrato, negli ultimi due decenni. Anche le ultime  statistiche che, specie nel Meridione  impietosamente hanno invece  evidenziato, un pauroso allargamento della povertà  ed un’incredibile  crescita delle diseguaglianze, con la restrizione ,  se non in talune parti, proprio la  quasi totale scomparsa della classe media.

Tutto un quadro preoccupante che pone adesso seri interrogativi, mentre  risulta decisamente  cambiato il clima ed  il  rapporto fra politica e società, fra governanti e governati, e  anche fra  comunicazione e opinione pubblica. Tutto un quadro di vecchi e nuovi problemi, soprattutto con la recente diffusione oltre misura dei social, soprattutto tra i giovanissimi. Uno scenario davvero nuovo, con cui bisogna sapere fare i conti”.

Don Diego Acquisto

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