Un legame che non si spezza con il tempo né con la distanza. Tino Longo, ex direttore sportivo della CastrumFavara, continua a tifare e a seguire con attenzione le sorti della squadra gialloblù, oggi impegnata nel delicato rush finale per la permanenza in Serie D. Due vittorie consecutive hanno riacceso le speranze, e proprio da questo momento cruciale parte la nostra intervista.
Direttore Longo, che rapporto ha mantenuto con Favara?
“Seguo sempre il Favara, perché lì ho tanti amici e ho lasciato un pezzo del mio cuore. In quei quattro anni ho ricevuto tantissime dimostrazioni di affetto, soprattutto dai tifosi. È stata un’esperienza intensa. Poi è arrivata la decisione di staccare, anche per trovare nuovi stimoli: nel calcio ci sta”.
Che campionato è stato finora la Serie D in questo girone?
“È un campionato complicato. Guardando la classifica, ci sono almeno sei squadre che rischiano i play-out e forse solo una riuscirà a salvarsi direttamente. Potrebbero bastare anche 36 punti, ma in basso nessuno molla: si deciderà tutto all’ultima giornata”.
Il Favara può farcela?
“Me lo auguro davvero. È una squadra che, tra mille difficoltà, riesce sempre a riemergere. Le due vittorie consecutive sono un segnale importante, devono crederci fino alla fine”.
In vetta invece chi vede favorito?
“Per me la Nissa è la più attrezzata per vincere. Russello ha fatto un grande lavoro, e sinceramente mi stupisce come sia potuto andare via: nel calcio purtroppo non sempre vale la meritocrazia”.
Le sorprese del campionato?
“L’Atletico Palermo ha stupito molti, ma non me. Lì c’è un dirigente come Perinetti: basta guardare la sua carriera per capire che è un lusso per la Serie D, senza togliere nulla a un allenatore bravo ed esperto. Anche la Nuova Igea Virtus ha fatto molto bene: Chiavaro ha costruito qualcosa di importante. Credo fossero partiti per una salvezza tranquilla e, conoscendo Agatino, con un budget contenuto. Senza penalizzazione, avrebbero potuto lottare fino alla fine”.
E la delusione?
“La Reggina. Hanno cambiato tanto rispetto allo scorso anno e questo li ha penalizzati”.
Guardando al futuro: un ritorno a Favara è possibile?
“Adesso sono a Vittoria, una piazza importante, con una società organizzata e composta da persone perbene. Qui si respira calcio vero, mi sento tra professionisti. Voglio lasciare il segno qui, poi nel calcio mai dire mai”.

