martedì, Gennaio 20, 2026
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Favara festeggia l’arrivo dei Re Magi con i colori della Pace

Un corteo silenzioso e intenso ha attraversato le strade di Favara nel giorno dell’Epifania, trasformandosi in un messaggio che parla al cuore della comunità. Nel presepe vivente dei frati francescani del Convento di Sant’Antonio, tra passi lenti e volti in cammino, a colpire più di ogni altra cosa è stata la presenza di una bambina che, insieme ai figuranti, ha accompagnato una grande bandiera della Pace.

Un’immagine semplice e potentissima: l’innocenza dell’infanzia che invoca un futuro diverso, senza violenza, senza divisioni. La bandiera ha sfilato come un segno necessario, ricordando che la pace non è un’idea astratta ma una responsabilità quotidiana. “Gesù viene ancora una volta per portarci la Pace – scrivono i frati del convento di Sant’Antonio –. A noi il compito di accoglierla, custodirla e fare la nostra parte, ogni giorno, con gesti concreti di fraternità e amore. Questo non è solo un corteo. È un messaggio che cammina tra la gente”. E a camminare, questa volta, è stata anche una bambina, simbolo di tutte le generazioni che chiedono un mondo più giusto.

Intorno a questo messaggio si è raccolta una folla numerosa e partecipe, segno di quanto l’iniziativa sia sentita dalla città. La conclusione del “Natale a San Franci – Il Cantico della Vita” ha visto l’arrivo dei Re Magi, accolti lungo il percorso e al Belvedere San Francesco da una marea di persone, in un clima di forte emozione e condivisione. I cammelli, i fuochi d’artificio, la musica della banda “G. Lentini” e l’arrivo della Befana per i più piccoli hanno fatto da cornice a una serata di festa vissuta con semplicità e gioia.  Tra i luoghi più frequentati, il Villaggio di Natale ha confermato il suo ruolo centrale, soprattutto per le famiglie.

Il chiostro del convento, animato ogni sera da bambini, genitori e nonni, è diventato spazio di incontro, sorrisi e relazioni autentiche. Le attività pensate per i più piccoli hanno restituito al Natale il suo volto più vero: quello dello stare insieme. Alla base di tutto, il lavoro silenzioso dei frati e delle famiglie dei presepari, circa ottanta persone unite dal desiderio di condividere un’esperienza di fede e comunità. Un impegno che va oltre l’evento e lascia un segno profondo. Come la bandiera della Pace portata in corteo, e come quella bambina che, con la sua presenza, ha ricordato a tutti che la speranza nasce dai gesti piccoli, ma capaci di parlare al mondo intero.

 

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