martedì, Gennaio 20, 2026
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Polizia Penitenziaria, il CGA dà torto al Ministero della Giustizia: nessun recupero delle indennità per i dipendenti di Agrigento

Per anni il personale del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti della Casa Circondariale di Agrigento, tra cui anche l’attuale comandante della Casa Circondariale di Sciacca, Nino Di Noto, ha svolto attività quotidiane a stretto contatto con i detenuti. Mansioni delicate e rischiose, per le quali gli agenti percepivano una specifica indennità, divenuta nel tempo parte integrante dello stipendio.

Il Ministero della Giustizia ha ritenuto che quelle somme, erogate tra il 2016 e il 2020, non fossero dovute. Ha interrotto il pagamento, ed ha avviato un procedimento per il recupero delle indennità già corrisposte, imponendo ai dipendenti la restituzione di importi maturati in anni di servizio. Una decisione che ha suscitato forte preoccupazione, minando la stabilità economica degli agenti e ignorando il loro legittimo affidamento, maturato dopo anni di erogazioni senza contestazioni.

Il personale si è rivolto agli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, che hanno contestato l’illegittimità dei recuperi e sottolineato come gli agenti avessero percepito le somme in buona fede, sulla base di provvedimenti validi all’epoca.

Il Tar Sicilia aveva già accolto le ragioni dei dipendenti, e ora anche il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile l’appello del Ministero. La sentenza rende definitiva l’annullamento dei provvedimenti di recupero, sancendo la tutela del legittimo affidamento dei poliziotti penitenziari di Agrigento.

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