giovedì, Dicembre 11, 2025
HomeAltre notiziePulizia delle spiagge? Dipende!

Pulizia delle spiagge? Dipende!

di Stanislao Salvaggio

Ci sono termini il cui significato si presta a interpretazioni del tutto personali: uno di questi è la parola “pulizia”.

Volendoci limitare al contesto ambientale, in occasione di disastrosi eventi di piena, per esempio, si sente spesso parlare della necessità di pulizia dei fiumi e dei torrenti intendendo riferirsi all’eliminazione della vegetazione ripariale (quella, cioè, specifica dei corsi d’acqua) come se torrenti e fiumi fossero nient’altro che sterili canali, ove l’acqua scorre in caso di pioggia, e non luoghi in cui sono insediati ecosistemi e formazioni forestali giustamente tutelati da norme europee, nazionali e regionali.

Il Piropiro

Altra cosa è invece la pulizia dai rifiuti veri, quelli cioè che vengono generosamente e direttamente sversati da delinquenti negli alvei torrentizi e fluviali (tanto, prima o poi, la corrente se li porta via!), oppure ci arrivano indirettamente dalla monnezza altrettanto generosamente abbandonata per strada e trasportata nei corsi d’acqua in seguito a forti piogge. Eppure, chissà perché, quando si reclama la pulizia dei corsi d’acqua ci si riferisce alla eliminazione della vegetazione. Quasi nessuno si riferisce ai veri e propri rifiuti e pochissimi pensano a restituire ai fiumi la sezione idraulica che gli compete (ma questo è un altro discorso).

Il Voltapietre

La stessa cosa accade quando si rivendica la pulizia delle spiagge, luoghi che spesso vengono ritenuti utili esclusivamente per la balneazione e pertanto ogni cosa che non sia altro da sabbia costituisce sporcizia e si pretende che venga rimossa al più presto. Si sorvola sulla presenza di mozziconi di sigarette, pezzi di plastica varia e cartacce, però consideriamo tanto fastidiosa la vegetazione dunale, magari perché a volte possiede foglie spinose e, soprattutto, non tolleriamo la presenza sulla battigia di quei depositi, spesso di odore un po’ sgradevole, di quelle cose nastriformi che impropriamente chiamiamo “alghe”.  Per la precisione non si tratta di alghe ma di foglie morte di una pianta superiore, la posidonia (Posidonia oceanica), che vive nei fondali sabbiosi mediterranei formando praterie sommerse che costituiscono un complesso ecosistema in termini di ricchezza e di interazioni tra esseri viventi (es. area di pascolo, di riparo e di riproduzione per molte specie marine) e di difesa naturale delle coste dall’erosione. Come tutte le piante, anche la Posidonia, periodicamente, perde le foglie; queste, trasportate dal moto ondoso, finiscono per accumularsi sulla battigia e si oppongono all’erosione della spiaggia mentre subiscono un naturale processo di decomposizione. Durante tale processo, nella massa di questi depositi si sviluppa un microfauna che serve da nutrimento per diverse specie animali, soprattutto uccelli.

Il Fratino

Andiamo adesso al modo in cui viene attualmente eseguita la cosiddetta “pulizia” delle spiagge e alle sue conseguenze. Purtroppo oggi si fa sempre più uso di mezzi meccanici, trattori e vagliatrici che compattano la sabbia, distruggono nidi, uccidono pulcini e alterano gli ecosistemi costieri eliminando la fragile e, al tempo stesso, utilissima vegetazione dunale. A farne le spese è la stessa esistenza e sopravvivenza della spiaggia che, privata della vegetazione, risulta sempre più soggetta all’erosione. Tra gli uccelli più a rischio per questa modalità di “pulizia” delle spiagge ci sono i cosiddetti limicoli cioè quel gruppo di uccelli che si nutrono di vermi e altri piccoli animali che catturano nelle aree fangose, nella battigia ed eventualmente tra le foglie di posidonia in via di decomposizione. Tra i limicoli, poi, il fratino (Charadrius alexandrinus) che nidifica direttamente in spiaggia, in una piccola conca, risulta tra le specie più minacciate, infatti la sua popolazione oggi risulta in forte calo.

Quindi pulizia sì ma con modalità più intelligenti e rispettose eliminando solo la sporcizia vera. E se fossimo un po’ più civili e rispettosi della Terra che abbiamo in prestito?

In foto alcuni limicoli fotografati nelle spiagge agrigentine: il voltapietre (Arenaria interpres); il piro piro piccolo (Actitis hypoleucos); il Fratino (Charadrius alexandrinus)

ARTICOLI CORRELATI
- Advertisment -
Vella-Expert

TI POTREBBERO INTERESSARE