“Abbiamo visto distruggere le nostre case, ci siamo salvati dalle bombe, siamo rimasti con pochissimo cibo per lunghe settimane, abbiamo visto la morte. E grazie a Favara abbiamo rivisto la vita. E adesso vedervi cantare un “Canto libero” dedicato ad uno mondo in guerra mi ha profondamente colpito”. È questo il contenuto di un messaggio che una donna ucraina, profuga di guerra, da anni a Favara ha inviato questa mattina al gruppo musicale “Radio Battisti”, protagonista alcune sere fa in vicolo Luna di un concerto dedicato al grande Lucio. La band, che ha fatto cantare e ballare centinaia di persone accorse per il concerto, ad un certo punto ha richiesto il silenzio, la massima attenzione, la posa sui tavoli di calici di prosecco, per dedicare un momento, molto toccante, ai bambini di Gaza e a tutti quelli che muoiono da innocenti in tante parti del mondo. Hanno cantato tutti “Il canto libero” di Battisti, proprio a pochi metri dove da anni sventola una bandiera gialloblu (nella foto) in via Vittorio Emanuele, nella parte conosciuta dai favaresi come “u Strittu du Carminu”. Per molti passanti quella bandiera gialloblu, che il sole ha sbiadito ed il vento strappato, rappresenta la locale squadra di calcio reduce dalla storica vittoria sulla Reggina. Ed invece è la bandiera dell’ Ucraina che una famiglia ha esposto in segno di vicinanza alla popolazione bombardata dai missili russi. Così come da giorni in via Colaianni, nel quartiere San Calogero, sventola una bandiera della Palestina.
Il video, che riprende il forte “no” alla guerra gridato e cantato in vicolo Luna, sta facendo il giro della rete, trovando centinaia di condivisioni e tanti commenti positivi.

Ma il messaggio della signora ucraina, scesa a Favara sul bus organizzato da Carla Bartoli in quella storica missione Favara-Lublino lunga 2813 km, ha un peso specifico maggiore. Un ringraziamento al popolo favarese che ha subito fatto sentire non ospiti e nemmeno profughi ma “concittadini” diverse mamme con figli, inseriti nelle aule di diversi istituti.

Proprio in occasione del passaggio della Carovana della Pace a Favara giovedì scorso, il giocatore ucraino della CastrumFavara Tanassi Kosovan aveva ringraziato la sua “nuova città” per essere scesa in piazza con centinaia di persone, colpendo i presenti con quella frase lanciata al microfono: “le guerre le dichiarano i capi ma le fermano le masse che scendono in strada”.
Ritornando al messaggio ricevuto da Fabio Piscopo, il cantante di “Radio Battisti”, la signora ucraina ha scritto:”Siete davvero straordinari e nobili in questo tempo. Se posso partecipare alle vostre iniziative ed essere in qualche modo utile lo farò con molto piacere”.
Sabato sera, come detto, in vicolo Luna, durante il vasto repertorio firmato Battisti-Mogol quel momento di silenzio ha fatto tanto… rumore.

“Sembrava un sabato sera come tanti altri, fra un calice di buon vino e musica -continua Fabio Piscopo- ma coi ragazzi della band abbiamo deciso di dare un nostro piccolo, prima silenzioso e poi rumoroso, contributo per dire basta alle guerre, basta ai bimbi massacrati, alle mamme piangenti, ai papà che non torneranno più ai loro amori. Che andassero i generali ed i capi di Stato coi loro figli a fare le guerre”.

Ed allora, sulle note intonate da Salvo Contino al basso, Luca Monterosso alle tastiere, Marco Lisci alla chitarra, Alessio Piscopo alla batteria, dai cortili di Favara si è alzato un “Canto libero”, sperando che il vento trascini qualche nota anche a Gaza e a Kiev.
