Le celebrazioni in onore di San Giuseppe non si fermano ai quartieri cittadini, ma si estendono, come un abbraccio spirituale, anche alle contrade del territorio di Favara, dove durante i mesi estivi molti cittadini si trasferiscono nelle loro case di villeggiatura. Tra queste, la contrada “Priolo” è diventata teatro di un momento di profonda fede e fraternità.

Qui, dove si contano circa un migliaio di villeggianti, su espressa volontà delle famiglie che li hanno la loro residenza estiva, è stata vissuta con intensa partecipazione la tradizione la ventesima edizione della “minestrata” di San Giuseppe, rito popolare che affonda le radici nella devozione e nella carità cristiana. Gli abitanti, uniti dallo spirito di servizio e dalla gratitudine verso il Santo Patriarca, hanno raccolto con generosità i legumi e gli alimenti necessari per la preparazione della tradizionale minestra.
Uomini e donne, mossi da sincera devozione, hanno lavorato fianco a fianco per ore, cucinando con amore e pazienza. Al giungere del simulacro di San Giuseppe portato in processione tra canti e preghiere, accompagnato dalle dal rullo dei tamburi di San Giuseppe.

La minestra è stata benedetta dall’arciprete don Nino Gulli come gesto di ringraziamento a Dio per i frutti della terra e segno tangibile della provvidenza divina. Poi, con cuore aperto e mani operose, è stata distribuita a tutti i presenti, senza distinzione, come segno di quella comunione fraterna che è al centro del messaggio cristiano. Una serata, conclusasi con i giochi d’artificio, all’insegna della fede, della tradizione e della solidarietà, dove la tavola diventa altare di condivisione e memoria viva di un’antica usanza che continua a parlare al cuore della comunità. Alla cerimonia era presente il sindaco Antonio Palumbo, che con la sua presenza ha voluto testimoniare il valore civile e spirituale di questi gesti che uniscono la comunità sotto lo sguardo paterno di San Giuseppe.
