I muri della città continuamente tappezzati di manifesti con ricchi programmi: tra feste religiose, riti e commemorazioni. Una comunità in fermento, capace di programmare un evento dietro l’altro, con numeri da record. Sicilia Target, con un reportage, ha “spulciato” il calendario favarese, dove ci sono più giorni “festivi” che feriali

Favara, a sua insaputa, detiene un nuovo record. Non è legato al numero degli abusi edilizi o ai turni dell’acqua come alla fine degli anni Ottanta o al numero delle imprese edilizie, o ancora all’Agnello Pasquale di 202 Kg da Guinnes dei primati registrato nei primi anni del Duemila. C’è un altro primato che viene costruito inconsapevolmente, giorno dopo giorno. E’ uno dei paesi, infatti, in Italia dove è festa tutto l’anno, sulle note di Lucio Dalla che cantava “Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno”. O quasi.
In 365 giorni, tra feste religiose, eventi e ricorrenze sono quasi 220 giorni quelli dove si è festeggiato qualcosa, ricordato qualcuno, commemorato un evento, accolto una personalità. Una città che registra questi “numeri” grazie alla forte spinta dal basso, con un vivace mondo associativo, con le scuole in fermento, con comitati parrocchiali attivissimi, con la Pro Loco Castello e con un Ente Comune che si dichiara sempre al verde, ma che cerca con alcuni servizi di supportare questa molteplicità di iniziative e feste paesane.

Con un Sindaco, Antonio Palumbo, che pur di assicurare una Corona di alloro al Monumento dei Caduti rispolvera le tradizioni familiari di fioraio e “crea” in economia l’ornamento floreale. Sicilia Target ha provato a “quantificare” i giorni di festa mediamente “vissuti” dai favaresi, con partecipazioni di massa o, a volte, con poche presenze di soli “addetti ai lavori” o anche veri flop. Nel computo non “contiamo” i giorni che il Calendario ci indica già rossi, perché è festa in tutto lo Stivale: Primo novembre, 8 dicembre, Natale, Santo Stefano, Capodanno, Epifania, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno e 15 agosto. Non sono feste paesane ma sempre feste sono, con tanto di vacanza e gita fuori porta. Oltre al Santo Patrono, Sant’Antonio che a Favara si festeggia il 13 giugno, che rosso non è ma che vede Uffici pubblici, Istituzioni Scolastiche ed Enti “chiusi per legge”.
Ma andiamo con ordine. Nel nostro riscontro abbiamo inserito feste religiose, sagre, fiere, rassegne cittadine, premi, ricorrenze e commemorazioni particolari. Insomma, appuntamenti “pubblici”, con tanto di manifesti appesi ai muri, grafiche social, con il Sindaco in prima fila ad indossare puntualmente la Fascia Tricolore, con il Comando di Polizia Municipale ad adottare continue ordinanze per la disciplina del traffico ma che per le ristrettezze d’organico a stento riesce a farle osservare, con la banda musicale vestita a nuovo negli ultimi mesi ad intonare Inni e marce.

Ma spulciamo, nel dettaglio il “calendario favarese”, mese per mese. A gennaio 7 giorni, a ridosso del 27 Gennaio, sono dedicati alla “Memoria” per ricordare le vittime dell’Olocausto, con Comune, Associazioni, centri Studio e Scuole impegnate in convegni, dibattiti, performance teatrali molto partecipati. A febbraio coriandoli per strada per almeno 4 giorni di Carnevale che coinvolge scuole, associazioni e comitati di quartieri. Mentre un tema sinceramente non allegro è quello che si tratta il 10 febbraio con la Giornata del Ricordo, dedicato ai massacri nelle Foibe, mentre il 14 la giornata è dedicata per chi si ama ancora, per la gioia dei tanti fiorai del paese.

A marzo c’è la classica ricorrenza della Festa della Donna, con eventi nelle scuole, manifestazioni pubbliche e sold out nelle pizzerie e nei locali notturni. Ma ci sono anche 2 giorni dedicati a San Giuseppe, il 18 e soprattutto il 19 marzo (che è anche festa del Papà) con manifestazioni liturgiche e preparazione delle classiche “tavolate” e della fumante minestra. Il 21 marzo si fanno volare gli aquiloni per salutare la Primavera ma anche si ricordano le vittime innocenti di Mafia, tra cui i favaresi Stefano Pompeo ed Antonio Valenti.

Aprile è il mese generalmente della Pasqua e a Favara i giorni dedicati a questo evento vanno oltre alla Settimana Santa. Si inizia infatti prima con le processioni interparrocchiali e poi dalla Domenica delle Palme al Lunedì dell’Angelo 9 giorni di feste, processioni, crocifissione, spartenze e Sagre, come quella ormai tradizionale dedicato all’Agnello Pasquale. Ma un particolate risalta: Favara è una dei pochi paesi dove la Resurrezione, momento di gioia per i Cristiani, si festeggia soltanto dentro le Chiese con le Sante Messe e senza manifestazioni pubbliche, come l’incontro tra il Risorto e la Madonna.
Ci sono anche le iniziative legate alla Festa della Liberazione che spesso vanno oltre al giorno legato da calendario al 25 aprile. Ma ad aprile negli ultimi anni si festeggia anche la Giornata della Consapevolezza sull’Autismo (giorno 2), della Terra (22) e del Libro (23).

A Maggio è festa tutto il mese sull’asse Itria- Grazia Lontana con il mese Mariano segnato da penitenze, “viaggi e prummisi” e messe serali celebrate ogni giorno in tanti rioni con finale abbinato a momenti di degustazione. Ma a Maggio ci sono altre giornate di Festa, come quella legata alla Mamma, all’Europa (giorno 9 maggio), a Santa Rita nella chiesa di San Vito (22 maggio) e alla Legalità con ben 7 giorni di manifestazioni, eventi in scuole e piazze, incontri e parate.
A Giugno tante le serate di feste nelle scuole tra momenti di commiato per i diplomati ma anche per chi va in pensione, con tanto di cerimonie ufficiali ed eleganti party che coinvolgono centinaia di persone. Ma ci sono anche 4 giorni di festa nel quartiere di Via Agrigento per i S.S. Pietro e Paolo e poi i grandi festeggiamenti in onore della Madonna dell’Itria con 9 giornate di appuntamenti per un ricco cartellone di eventi oltre che al Corpus Domini.

Tra Giugno e Luglio intere settimane di animazione e feste si svolgono all’ombra dei campanili con i GREST per migliaia di bambini, organizzati dalle Parrocchie, che ormai sono delle vere kermesse che durano anche 15 giorni, tra giochi, animazione, attività sociali e ricreative. Ma ci sono anche i 3 giorni dedicati ai festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo, una festa più sobria rispetto ad altre ma pur sempre un momento di aggregazione per la comunità del rione Carmine e non solo.
Ad Agosto le principali feste popolari religiose. Per San Calogero almeno 9 giorni di un cartellone fitto di appuntamenti tra liturgia, spettacolo, musica ed intrattenimento, con un finale con il “botto” con il classico concerto del Lunedì che riempie, come successo giorni fa, sempre la Piazza principale della città. Spazio per Ferragosto ai giorni di festa in via Umberto per la Madonna Assunta con 15 giorni di eventi.

E poi a fine agosto la “festa” per antonomasia per i favaresi: quella dedicata al Patriarca San Giuseppe, che Patrono non è ma è il più venerato, prova ne sia che i veri festeggiamenti, in calendario il 19 marzo, da tantissimi decenni vengono svolti in estate per permettere ai tanti emigrati che ritornano per le ferie a Favara di partecipare ai vari eventi che durano almeno 9 giorni. I momenti “clou” sono la processione della domenica sera ed il “cantante” (così definito dai favaresi) del lunedì che spesso fa sold out in Piazza Cavour. Ogni sera minestre di legumi con vari tipi di pasta nei quartieri, musica della banda, spettacoli tra luminarie, “calia e simenza”. E gli immancabili giochi d’artificio.
A settembre la festa si sposta nella parte alta della città, meglio conosciuta della “Luna”, dove ci sono 7 giorni di animazione e liturgia per la Madonna Bambina, tra la chiesa della Grazia Vicina (il “nucleo” per i più anziani) e la Chiesa di via de Gasperi accanto al Seminario.

Ad ottobre i giorni attesi sono i 4 legati alla tradizionale Fiera, tra le più antiche della Sicilia, tra prodotti commerciali, artigianali, agricoli, animali e momenti musicali e luna park per i ragazzi. Ma c’è spazio anche per i festeggiamenti per San Francesco, patrono d’Italia, al convento del Belvedere. Ma poi c’e la Festa della Bandiera che coinvolge gli Istituti Comprensivi e la Festa dei Nonni, con tanti momenti celebrativi soprattutto nelle scuole dell’Infanzia. Ottobre che finisce con una festa “americana”, quella di Halloween “gettonata” dai bambini in giro per il classico “dolcetto o scherzetto” ma soprattutto dai ragazzi in feste in tema nei locali notturni.
Novembre si apre con la Ricorrenza dei Morti in città molto partecipata per 2 giorni di continui omaggi ai propri defunti a Piana Traversa ma anche nel piccolo cimitero vecchio di viale Berlinguer. Poi spazio alle Celebrazioni per la festa delle Forze Armate ed Unità nazionale ed ad altri eventi in calendario, come quelli legati alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con convegni ed incontri che coinvolgono scuole ed associazioni con Istituzioni del territorio.

A Dicembre non è il mese solo Natale. Il 4 dicembre si ricorda Santa Barbara, protettrice delle Miniere e simbolo della Ciavolotta. Il 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata, Favara non può mancare all’appuntamento con i sapori, nelle tavolate tra amici e parenti, con le profumate “muffulette” ed il 13 dicembre con la “cuccia” in onore di Santa Lucia, venerata nella chiesetta accanto al Convento del Collegio di Maria, l’antico Palazzo De Marinis conosciuto dal popolo come “A Batìa”. Dal 16 al 24 dicembre tutta Favara è coinvolta nelle “Novene” cittadine, con i classici presepi allestiti in quartieri e Chiese, alcuni anche animati e che richiamano da fuori città la visita di tante persone. Nove giorni di zampogne e canti della tradizione siciliana, aspettando la nascita del Bambino. Ma c’è spazio anche per i mercatini di Natale che durano 5 giorni in un cortile di via Zanella.

L’anno si chiude con i festeggiamenti del 31, con la notte di San Silvestro, con cenoni nei locali. Negli anni passati, per un periodo con successo si sono svolti anche i Capodanni in Piazza, con migliaia di persone a ballare sotto le stelle tra il Municipio ed il Castello.
Ma durante l’anno Favara “vive” altri momenti di ricorrenze varie legati al Premio “Buttitta”, al premio “Mimosa d’Oro”, alle Giornate dedicate agli Italiani all’Estero, al ricordo delle vittime delle Miniere, al Premio “Peppe Casà”, al premio “Antonio Mendola”, alle benemerenze “Città di Favara” conferite dal Comune, agli eventi della Farm con il classico appuntamento del compleanno dei Setti Cortili, ai premi ai giovani emergenti o alle donne simbolo di emancipazione, alla festa della Pace sulla montagna Caltafaraci, ai cortei contro le “guerre”, alle ricorrenze per ricordare Gaetano Guarino, Calogero Marrone, Antonio Russello e Lorena Quaranta . Poi ci sono le “variabili” legate ai tanti successi sportivi, musicali ed artistici raggiunti da squadre o da cittadini che “puntualmente” si concludono con tanto di premiazione con targhe e coppe, oppure all’inaugurazione di siti o benedizione di lapidi e monumenti.
Mancano, per la crisi dei tradizionali partiti politici, le feste legate a determinati simboli e partiti, come le antiche Feste dell’Unità o dell’Amicizia. Così come non si svolgono più le feste a Poggio di Conte e alla Pirciata, che riunivano gli abitanti delle due contrade ma che erano due appuntamenti per tanti favaresi, richiamati anche dagli spettacoli di qualità offerti dai comitati. Ma i favaresi che preferiscono il mare promuovono eventi a Zingarello e Cannatello, rioni targati AG, ma di fatto con un DNA di Favara.

Quasi 220 giorni di “appuntamenti” intercalati nella vita quotidiana, tra i problemi di un lavoro precario, dell’attesa di un agognato turno idrico, di una riparazione di una buca pericolosa, dell’arrivo di “bollette salate” per servizi che lasciano a desiderare (acqua e rifiuti). Saranno questi continui appuntamenti che forse “distraggono” i cittadini da alcune emergenze: basti pensare che ad un sit-in per richiedere acqua nei propri rubinetti si sono presentati in pochi perché la maggior parte forse era stanca dall’abbuffata in qualche festa rionale della sera prima. Ma queste feste, riti o ricorrenze cosa “lasciano” al territorio? Sicuramente la salvaguardia di alcune tradizioni ed anche economia. Lavorano i bar, i ristoranti, le mercerie e le sarte (soprattutto per Carnevale e saggi scolastici e di danza), service di luci ed amplificazioni, tipografie, fornitori di targhe e coppe, serigrafie ed anche qualche struttura ricettiva in caso di pernottamento di ospiti. Ma spesso alcuni di questi “eventi” si rivelano di scarso impatto per la città, poco pubblicizzati e con i soli promotori presenti. Ma resta, di fatto, un dato: Favara, nelle sue contraddizioni e nonostante una continua emigrazione verso il Nord di giovani e meno giovani, resta tra i centri più vivi e dinamici dell’Agrigentino. E allora, che festa sia!
Ecco una fotogallery di alcune feste e manifestazioni svolte durante l’anno.
(foto dal web – Pagine FB di Ente Comune e associazioni)





























