La capacità dell’associazione di controllare le dinamiche criminali del territorio è emersa in modo evidente, essendosi raccolti chiari elementi dimostrativi della commissione di numerosi reati (estorsioni, detenzioni di armi anche da guerra, incendi e danneggiamenti) tutti realizzati avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p.
Dalle risultanze dell’attività investigativa, si ritiene dunque che i sodali siano stati responsabili:
– di plurimi atti intimidatori a Porto Empedocle ai danni di un imprenditore destinatario in due occasioni nel mese di settembre 2024 di colpi d’arma da fuoco nella facciata dell’abitazione e nel mese di ottobre 2024 dell’incendio della propria autovettura, al fine di costringerlo a versare una somma di denaro all’organizzazione criminale;
– dell’incendio di un’autovettura a Porto Empedocle nel mese di novembre 2024 con lo scopo di far desistere il proprietario di continuare a spacciare senza la loro autorizzazione;
– di colpi di arma da fuoco nel mese di dicembre 2024 nei confronti di un’abitazione a Porto Empedocle, al fine di indurre il proprietario a saldare un debito derivante da una fornitura di stupefacente;
– dell’esplosione nel mese di dicembre 2024 di svariati colpi di arma da fuoco ai danni di una rivendita di frutta e verdura di Agrigento;
– dell’incendio di un’autovettura a Porto Empedocle nel mese di ottobre 2024 a causa di diverbi di uno dei sodali con il proprietario;
– dell’esplosione nel mese di dicembre 2024 di colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio ai danni di un’autovettura a Raffadali;
– dell’esplosione nel mese di dicembre 2024 di diversi colpi di arma da fuoco alla saracinesca di un esercizio commerciale a Porto Empedocle.
È emersa, quindi, un’ampissima disponibilità di armi – anche da guerra – in capo ai sodali, che utilizzavano per compiere gli atti intimidatori descritti. In particolare, negli atti intimidatori perpetrati rispettivamente nel mese di dicembre 2024 ai danni di una rivendita di frutta e verdura di Agrigento e nello scorso mese di giugno ai danni di un panificio di Porto Empedocle, venivano esplosi a raffica svariati colpi utilizzando un fucile mitragliatore AK-47, meglio noto come kalashnikov.
A riscontro, le perquisizioni personali e domiciliari effettuate contestualmente all’esecuzione dei fermi dello scorso 10 luglio, hanno permesso di rinvenire e sequestrare un fucile mitragliatore kalashnikov completo di due caricatori, 16 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 1,600 Kg, un giubbotto antiproiettile e migliaia di munizioni di vario calibro.
