lunedì, Febbraio 9, 2026
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“La Lingua di Vigàta”, per riscoprire Andrea Camilleri 

L’iniziativa, promossa da Strada degli Scrittori per Agrigento Capitale della cultura 2025, ha raccolto studiosi, scrittori, registi, attori e giornalisti per parlare dello scrittore scomparso 6 anni fa.

E’ un Andrea Camilleri per molti versi inedito quello emerso durante il convegno “La lingua di Vigàta” voluto da Strada degli Scrittori per Agrigento Capitale della Cultura 2025 nel contesto del progetto Le Piazze della Capitale. Un modo, come ha precisato la nipote Arianna Mortelliti, anche lei scrittrice e impegnata in questa due giorni di eventi nella conduzione con il direttore della Strada degli Scrittori felice Cavallaro, non per commemorarne la morte, avvenuta sei anni fa, ma per festeggiarne il centenario dalla nascita.

Un autore moderno, ricchissimo di sfaccettature, capace di creare un mondo tra il fantastico e il reale e di dotarlo di un suo linguaggio. Diversi artisti, scrittori, linguisti, registi si sono susseguiti in una narrazione ricca di spunti e di ricordi personali di un autore che emerge come tra i più influenti del ‘900: Simonetta Agnello Hornby, Roberto Andò, Manuela Ventura, Gaetano Aronica, Andrea Cassisi, Marina Castiglione, Giuseppe Dipasquale, Giugiù Gramaglia, Franco Lo Piparo, Silvano Nigro, Arianna Mortelliti e Rocco Mortelliti e Sarah ed Enzo Zappulla Muscarà.

E’ stato lo stesso regista di tanti film di grande successo e ha diretto “Conversazione su Tiresia”, l’ultima recita di Camilleri un anno prima della scomparsa al Teatro Greco di Siracusa, ad aver raccontato come lo scrittore negli ultimi anni fosse ormai stanco di una etichetta, tanto da guardare ad autori come Georges Bernanos, ben lontani dal mondo di Vigàta, spingendosi a scrivere romanzi diffusi però privatamente solo tra amici.

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