Ad Agrigento, Favara, Porto Empedocle, Canicattì e San Cataldo all’alba di oggi è stato effettuato un blitz da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale. Tredici le persone sottoposte a fermo (già 5 si trovavano detenuti in carcere) e tradotte presso le Case Circondariali di Agrigento, Palermo, Sciacca e Caltanissetta.
Con l’ausilio del Nucleo Eliportato Cacciatori di Sicilia e dei Nuclei Cinofili di Palermo e Nicolosi, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un provvedimento di fermo dalla Procura della Repubblica di Palermo, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Per gli arrestati c’è anche l’aggravante, secondo le indagini, di aver agito utilizzando il metodo mafioso per agevolare “Cosa nostra”.
Nella notte eseguite in queste città diverse perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di altri indagati.
L’inchiesta è iniziata nel mese di dicembre 2024, con le indagini portate avanti dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Carabinieri di Agrigento e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ed è la prosecuzione del blitz dello scorso 14 gennaio scorso che portò agli arresti 48 persone riconducibili alle famiglie mafiose di Porto Empedocle e Villaseta, con a capo probabilmente Fabrizio Messina e Pietro Capraro.
Questi i nomi dei fermati: James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle; Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento; Salvatore Carlino, 35 anni, di Canicattì; Antoinino Crapa, 54 anni, di Favara; Stefano Fragapane, 33 anni, di Agrigento; Vincenzo Iacono, 48 anni, di Agrigento; Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento; Salvatore Lombardo, 37 anni, di Agrigento; Agostino Marrali, 29 anni, di Porto Empedocle; Salvatore Prestia, 45 anni, di Porto Empedocle (cognato diel boss Gerlandino Messina); Simone Sciortino, 23 anni, di Agrigento; Calogero Segretario, 30 anni, di Agrigento; Cristian Terrana, 32 anni, di Agrigento; Alessandro Calogero Trupia, 36 anni, di Agrigento.
