domenica, Gennaio 25, 2026
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Dalle telefonate dal carcere ai rapporti con Cosa Nostra, tra spaccio di droga e attentati con kalashnikov Ecco alcuni particolari sul blitz dei Carabinieri

Dalle indagini che hanno portato al fermo, da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, di 8 indagati, in aggiunta a 5 persone già detenute in carcere ed inseriti nell’inchiesta, è stato riscontrato l’utilizzo di cellulari durante periodi di detenzione.

Notevoli sviluppi investigativi sono emersi dall’analisi dei flussi registrati dallo smartphone utilizzato da James Burgio, sequestrato in occasione della perquisizione eseguita nei suoi confronti il 17 dicembre 2024 presso il Carcere di Augusta, dove si trovava recluso.  Dalle intercettazioni e dai tabulati telefonici, uniti dagli esiti di attività di videosorveglianza, si è ricostruita la struttura di un’associazione criminale dedita al traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina e hashish con a capo proprio James Burgio.

Dal carcere Burgio teneva contatti e rapporti con gli esponenti della mafia di Villaseta Pietro Capraro e Gartano Licata, al capo di una distinta associazione criminale dedita al traffico di sostanza stupefacente in provincia di Agrigento e con rapporti con esponenti palermitani di Cosa Nostra. Non solo droga ma anche tante armi erano in possesso del gruppo criminale: dati emersi dai numerosi reati quali estorsioni, detenzioni di armi, incendi e danneggiamenti.

Dalle attività investigative che hanno generato il blitz dell’alba di oggi, le persone fermate sono ritenute dagli inquirenti responsabili di diversi atti criminali. Ecco in dettaglio: attentato a Porto Empedocle ai danni di un imprenditore destinatario in due occasioni nel mese di settembre 2024 di colpi d’arma da fuoco nella facciata dell’abitazione e nel mese di ottobre 2024 dell’incendio della propria autovettura, al fine di costringerlo a versare una somma di denaro all’organizzazione criminale; incendio di un’autovettura sempre a Porto Empedocle nel mese di novembre 2024 nei confronti di uno “spacciatore” non autorizzato dall’associazione criminale;

Armi da fuoco “pesanti” quelli utilizzati dagli indagati, come un fucile mitragliatore AK-47, meglio noto come kalashnikov, utilizzato nell’attentato alla rivendita di frutta e verdura di Agrigento e, nel mese scorso, ai danni di un panificio di Porto Empedocle. Colpi di arma da fuoco nel mese di dicembre 2024 nei confronti di un’abitazione a Porto Empedocle, per costringere il proprietario a saldare un debito derivante da una fornitura di stupefacente; esplosione nel mese di dicembre 2024 di svariati colpi di arma da fuoco ai danni di una rivendita di frutta e verdura di Agrigento; incendio di un’autovettura a Porto Empedocle nel mese di ottobre 2024 a causa di diverbi di uno degli associati con il proprietario; esplosione nel mese di dicembre 2024 di colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio ai danni di un’autovettura a Raffadali; esplosione nel mese di dicembre 2024 di diversi colpi di arma da fuoco alla saracinesca di un esercizio commerciale a Porto Empedocle.

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