lunedì, Febbraio 9, 2026
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Maxi sequestro di 50 milioni di euro nel settore ittico operato dalla Guardia di Finanza, coinvolte società operanti in Italia e Marocco

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caltanissetta ha dato esecuzione a un  provvedimento di sequestro di beni, emesso dal Tribunale di Caltanissetta, Sezione Misure di Prevenzione, su proposta formulata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, nei confronti di Emanuele Catania, imprenditore gelese storicamente attivo nel settore della pesca e della commercializzazione di prodotti ittici, anche su scala internazionale.

Il provvedimento, eseguito dai militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Caltanissetta con il supporto operativo del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Palermo, ha riguardato un patrimonio del valore complessivo di circa 50 milioni di euro, costituito da oltre 40 immobili, veicoli, conti correnti bancari, quote societarie, unità navali (pescherecci) e compendi aziendali, con sedi e ramificazioni operative in Italia e Marocco.

Il sequestro trae origine da approfonditi accertamenti patrimoniali eseguiti su delega della locale Procura, che hanno riguardato 45 soggetti tra persone fisiche e giuridiche, ricostruendo un imponente reticolo societario e familiare, nonché una sperequazione evidente tra redditi dichiarati e incremento patrimoniale osservato nel periodo 1985-2022.

Dato particolarmente significativo è il fatto che le indagini hanno acclarato come sia l’ingerenza nei settori economici uno degli aspetti che più ha attirato gli appetiti dell’organizzazione mafiosa: in particolare proprio il settore nel quale ha operato Emanuele Catania ovvero il settore ittico siciliano, il quale è risultato essere gestito, in massima parte, solo dai mafiosi che imponevano le loro forniture di pesce, monopolizzando praticamente il mercato.

Molti dei beni e delle società sottoposte a sequestro sono formalmente riconducibili al fratello Antonino Catania, inteso Nino, soggetto non condannato per associazione mafiosa che è stato coinvolto nella presente operazione quale “terzo interessato” in virtù della menzionata formale intestazione di cespiti.  In tale contesto, fondamentale è risultato il contributo operativo del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Palermo, che ha permesso il sequestro dei natanti (pescherecci e una barca da diporto) riconducibili alle società dei fratelli Catania.

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