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Crisi dell’olivicoltura siciliana: lettera aperta di Giovanni Di Caro all’assessore regionale Luca Sammartino

«Molti olivicoltori rischiano di non raccogliere le olive perché i costi superano i ricavi». È questo l’allarme lanciato dall’ex parlamentare regionale Giovanni Di Caro, che ha rivolto una lettera aperta all’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, on. Luca Sammartino, chiedendo interventi concreti per sostenere il comparto olivicolo siciliano.
Nella sua lettera, Di Caro descrive una situazione che definisce particolarmente difficile per i produttori. A pesare, secondo l’ex parlamentare, sono l’aumento dei costi energetici, il caro carburanti e le difficoltà legate alla trasformazione, oltre alla pressione esercitata dalla concorrenza regionale, europea ed extraeuropea sui prezzi dell’olio.


Il rischio, sottolinea Di Caro, è che per molte aziende la raccolta non risulti economicamente conveniente, con conseguenze che andrebbero oltre la singola stagione produttiva.
Un altro tema sollevato nella lettera riguarda la tutela del marchio e della reputazione dell’olio siciliano. Di Caro chiede un rafforzamento dei controlli contro la contraffazione e contro l’utilizzo improprio delle indicazioni di origine, a tutela dei produttori che operano realmente sul territorio.
Per l’ex parlamentare, però, il riconoscimento dello stato di crisi non sarebbe sufficiente. «Ai produttori non servono dichiarazioni, servono strumenti», scrive rivolgendosi all’assessore Sammartino, indicando tra le possibili misure un sostegno finanziario alla campagna di raccolta, interventi per le aziende in difficoltà e l’utilizzo degli strumenti disponibili nell’ambito delle politiche agricole e dello sviluppo rurale.
Di Caro sollecita inoltre una maggiore attività di promozione dell’olio siciliano in Italia e all’estero, puntando sulle caratteristiche del prodotto, sulla biodiversità, sulla storia degli uliveti e sulla qualità legata ai territori di produzione.
Nella lettera viene evidenziato anche il rischio legato all’eventuale abbandono degli uliveti. Non si tratterebbe, secondo Di Caro, soltanto di una perdita economica per le aziende, ma anche di un problema per la tutela del paesaggio e del territorio.
L’appello rivolto a Sammartino è quindi quello di mettere in campo misure concrete e tempestive per evitare che la crisi finisca per compromettere la sopravvivenza di numerose realtà olivicole siciliane.
«Difendere l’olio siciliano significa difendere il lavoro, la qualità, la dignità di chi coltiva e il buon nome della nostra terra», conclude Di Caro, ribadendo la necessità di una politica di sostegno e valorizzazione di uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura siciliana.

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