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Caso “furbetti del cartellino” a Favara, il Comune, costituito parte civile, chiede oltre 100 mila euro di risarcimento

Il Comune di Favara si è costituito parte civile nel procedimento che coinvolge 31 dipendenti dell’ente, nei cui confronti la Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte false presenze in servizio.

L’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Antonio Palumbo e assistita dall’avvocato Giovanni Crosta, ha quantificato in 107.281 euro la richiesta di risarcimento. La somma comprende circa 15 mila euro per il presunto danno patrimoniale, legato alle retribuzioni che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state percepite a fronte di prestazioni non effettuate, e 93 mila euro per il danno d’immagine che il Comune ritiene di avere subito.

L’Ente ha inoltre chiesto una provvisionale immediatamente esecutiva di mille euro per ciascuno dei 31 dipendenti coinvolti nel procedimento.

Le persone interessate dall’inchiesta hanno qualifiche diverse. Secondo la ricostruzione della Procura, l’indagine dei Carabinieri avrebbe documentato, attraverso attività di osservazione, intercettazioni e riprese video, episodi nei quali alcuni dipendenti sarebbero risultati formalmente presenti al lavoro pur trovandosi altrove. L’inchiesta riguarda un periodo compreso tra l’estate del 2022 e il marzo dell’anno successivo e sarebbe partita anche da esposti anonimi e informazioni raccolte dagli investigatori.

Le accuse contestate sono truffa aggravata e falso. La richiesta di rinvio a giudizio dovrà ora essere valutata dal giudice dell’udienza preliminare Alberto Lippini. Il procedimento è quindi ancora nella fase dell’udienza preliminare e dovrà essere il successivo iter giudiziario a stabilire eventuali responsabilità.

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