Prende il via ufficialmente oggi, 2 ottobre 2026, la 6ª edizione dell’iniziativa benefica e solidale dal titolo “Chi ti purtaru i morti?” promossa dal Centro Antiviolenza Gloria, dallo Sportello LGBT+ di Favara e dall’associazione Agorà – Persone per il territorio / Cittadinanza Attiva Favara
Ormai per Favara è un appuntamento che in tanti aspettano, per aprire le proprie dispense ma soprattutto per aprire il cuore alla solidarietà. La raccolta, infatti, punta a donare un sorriso ai bambini della città in vista della ricorrenza della commemorazione dei defunti. Bambini che vivono nella marginalità sociale, tra disagio socioeconomico e povertà, spesso “invisibili” e con famiglie che non chiedono nulla spesso per pudore. Bambini di famiglie che hanno perso il lavoro o hanno perso affetti, bambini che abitano in nuclei familiari che lottano battaglie quotidiane per sconfiggere malattie terminali e che non possono dedicare tempo ai più piccoli. Ed allora gli organizzatori, attraverso una fitta e capillare rete di raccolta, cercano di portare un sorriso e qualche giocattolo o dolce in queste case.
La campagna proseguirà fino al 26 ottobre 2026. “I cittadini -ci dice Liliana Militello, una della promotrici- potranno consegnare i propri contributi nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 17:00 alle 19:00, presso i locali di Piazzetta Kennedy, 31 a Favara.

Qual è il vostro obiettivo o quali sono i beni di raccolta?
“L’obiettivo è raccogliere- continua Militello- generi alimentari a lunga conservazione; giocattoli (nuovi o usati, purché in buono stato); materiale scolastico per le attività didattiche; dolci tipici della tradizione siciliana per la festa dei morti (taralli, frutta martorana, pupi di zuccaru)”.

Lo slogan dell’evento è emblematico: “Manteniamo le tradizioni e diamo gioia ai bambini”. L’iniziativa non risponde soltanto a un bisogno materiale di supporto alle famiglie in sofferenza economica, ma riveste un profondo significato sociale e culturale. Custodire il rito dei “regali dei morti” permette di tramandare l’identità e la memoria del territorio ai più giovani, trasformando una festa antica in un abbraccio collettivo e inclusivo verso chi è meno fortunato.In un percorso d’integrazione e vicinanza alle esigenze della comunità, l’apporto degli istituti scolastici del territorio si conferma un tassello indispensabile e strategico. La sinergia con le scuole — attraverso il coinvolgimento diretto di dirigenti, docenti, studenti e famiglie — trasforma la raccolta in un vero e proprio cantiere di cittadinanza attiva.
